domenica, settembre 03, 2006

El caballo y el mulo - Asha Nair

Dopo il caballo, il mulo,ovvero l'incrocio tra l'asino chavista e il cavallo castrista.

Prendendo spunto dagli sprazzi cubani di Killcastro, che ha dimostrato di avere le migliori fonti da dentro l'isola, e analizzando l'articolo di Norberto Fuentes El nuevo comintern,uscito su El Mundo del 31/08, si arriva alla conclusione che qualcosa di grosso bolle in pentola, e che il comando e' passato di mano. Ma non a chi pensate voi...

Da Killcastro arrivano tre indizi interessanti di quel che sta succedendo:

Il primo e' che la gente, dopo aver visto l'ultimo video di chavez e fidel, ha cominciato davvero a rendersi conto che il vecchio e' andato, e che non ritornera' piu'; chi conosce la pervasivita' dell'immagine di castro nella vita quotidiana dei cubani (un cubano dice di andare a spedire una carta al comandante, quando va di corpo) puo' facilmente comprendere che la cosa sia un avvenimento atteso, ma sempre non creduto, tanti sono stati i falsi annunci, rumori e avvisi sulla sua salute.

Il secondo indizio e' che questa "scomparsa" non ha generato (o per adesso almeno) una ondata di commozione ne' di sollievo, perche' e' ben noto che il sistema in quanto tale non scomparira' con lui, ma verra' "trasmesso" ereditariamente al fratello; rassegnazione e' la parola.

Il terzo e' che la figura piu' importante in arrivo sulla scena e' quella di chavez, al quale, secondo la messinscena mediatico-televisisva, e' riservato il ruolo piu' importante, quello di "prosecutore", di protettore della rivoluzione.

Ecco dunque che fidel, raul e hugo diventano il fulcro di una nuova mistica di stato, alla quale saranno chiamati ad aderire tutti.

Quel che e' ancora ignoto e' se la cosa verra' accettata tanto facilmente; se a fidel nessuno era in grado di resistere per carisma, a raul si deve portare rispetto "per miedo", essendo risaputa fra la popolazione la sua spietatezza; ma non e' la stessa cosa, ed e' per questo che alcuni si inclina(va)no a pensare che per mantenersi al potere il numero due dovra' fare alcune concessioni, magari cinesi.

Tutto cio' PRIMA" dell'arrivo di Chavez, il quale ha cominciato a pompare talmente tanti soldi, ad investire cosi' pesantemente sulla rivoluzione cubana, che sembra ssolutamente impossibile che se ne stia da un lato a guardare cosa decide la nomenklatura cubana; anche perche' fra lui e fidel esiste un patto...

Un patto ancora oscuro, di certo c'e' che chi e' oggi sotto la luce dei riflettori e' chavez, che da qualche tempo ormai si rivolge direttamente ai cubani, i quali ora sanno perfettamente chi e' il loro benefattore, ma non son pienamente convinti di dovergli gratitudine, per il semplice fatto che non se lo sono scelti loro, ma gli e' stato tramandato in eredita'...

E nell'articolo del maestro di doppiogiochismo Norberto Fuentes (da alcuni definito la quinta colonna castrista all'estero, da altri semplicemente una spia) si deduce che il pezzo chiave sulla scacchiera e' proprio chavez, ricordandoci una vecchia consegna del comunismo internazionalista: l'obbiettivo comune.

Fuentes ci fa notare che tra i cubani e i venezuelani c'e' ormai un perfetto gioco di squadra, (basti dire che i cubani hanno in appalto la sicurezza del regime di caracas) dalle finalita' ancora non rivelate, che informa e dirige tutte le operazioni; in particolare chavez si occupa di fare da sostituto a fidel nelle relazioni internazionali "unendo voluntades contra los americanos", mentre raul si dedica alle faccende interne; e gia' questo significa moltissimo, perche' e' in pratica una rinuncia da parte cubana alla leadership internazionale. Ma come dice Fuentes ("un tostonazo infumable":
"En fin, que un simple vistazo a los tres acontecimientos me revela que la capacidad de maniobra comunista permanece intacta. Saber jugar en todos los frentes, esa es la capacidad. Si Fidel, con su personalidad abarcadora y sin duda atractiva, absorbía antes todos los desafueros -como si desafiara a sus enemigos diciéndoles, tiren solo sobre mí-, ahora hay una distribución. Ahora están actuando perfecto. Y ustedes me dirán, qué hace el venezolano Hugo Chávez a todas estas en ese juego. Y les responderé: Esa es la parte más brillante de la actuación."

Ovvero, e' tutto un teatro (actuacion) e' tutto preparato, sono tutti d'accordo: perro roque, che non compare piu' come punta di lancia internazionale, raul, che si occupa solo di depistare gli americani, e chavez, il Mule, come l'ho sempre chiamato io.

Aggiunge un misterioso g2cubano, nei commenti:
"Chavez esta haciendo la gira que debieron hacer Felipe o Raul….esta explicando lo que sera el nuevo gobierno de Cuba…y quien mejor que él……aliado…socio indiscutible y de alguna manera un aperturista nato.. .Venezuela no es ni remotamente Cuba en cuanto a politica…alli estan las grandes corporaciones…los negocios al orden del dia….las ventajas que entrega al capital foraneo Venezuela las conoce ….aun cuando el estado esté tratando de concentrar el poder y la toma de decisiones….vaya que el relajo tiene que ser con orden.

Es Cuba la que esta aprendiendo de Chavez y no Chavez de Cuba. Chavez lidia con millones y millones de dollares que Cuba no ha visto jamas….Chavez tiene experiencia en la promocion de negoicos…..Chavez viaja mas que tres o cuatro presidentes de America Latina juntos."


Ma quale e' "l'objectivo comun?"
"Es un mecanismo internacionalista - aggiunge Fuentes - y ya lo tienen trabajando... Fidel estuvo muy claro en la necesidad de traspasar esos bordes (internacionales) si quería sobrevivir. Cero fortalezas, todo lo contrario: mucha expansión. La técnica del avispero. ¿O que es peor para sus enemigos, entrarse a trompadas con un oso o tenérselas que ver con un enjambre de avispas venenosas? "


La tecnica del vespaio: ecco la missione di chavez di questi ultimi mesi, preparare un vespaio, nel quale avvolgere gli americani nel caso si azzardassero a a prendersela con Cuba; ogni viaggio all'estero, ogni miliardo speso per beneficiare qualche oscuro paese del mondo (la sembra petrolera, don regalon, petrocaribe) ha il preciso scopo di preparare l'avispero.

Ma con quale prospettiva?
L'unificazione delle due nazioni, o federazione, o qualcosa di simile, la cosa che si doveva annunciare per il compleanno di fifo, e che e' stata rimandata forzatamente al MNOAL: quale occasione migliore , infatti, per avere riuniti 60 capi di stato, ai quali presentare la nuova "cosa", la nuova "potenza petrolifera" (cubanzuela), la nuova punta di lancia della rivoluzione, la cubana fenice,?

"Hay algo que resurge entre Cuba y Venezuela. ¿Ustedes no lo están viendo? Carece de nombre oficial. Pero existe. Y con cada uno de sus dirigentes enfrascado en las tareas especificas asignadas"