martedì, marzo 27, 2007

Osvaldo Valdés denuncia en Ginebra el atropello de los derechos humanos de la Cuba de Raúl Castro


Asha scrive:

DICEN QUE LA SITUACIÓN ES PEOR QUE CON FIDEL
Osvaldo Valdés denuncia en Ginebra el atropello de los derechos humanos de la Cuba de Raúl Castro
El general del Ejército Raúl Castro en una imagen
Osvaldo Alfonso Valdés, disidente y refugiado político en Suecia, ha denunciado, este martes, ante el Consejo de Derechos Humanos en Ginebra (CDH) que en la Cuba de Raúl se respetan menos los derechos humanos que en la Cuba de Fidel. Víctima de la primavera negra de 2003, cuando se arrestaron a 74 opositores a la dictadura castrista, ha querido advertir con este mensaje a quienes pensaron que el traspaso de poderes al hermanísimo supondría un el principio del fin del régimen totalitario. Hace unos días el ministro Moratinos se felicitó por el buen proceder del general del Ejército de La Habana.
L D (Agencias) "La situación de los derechos humanos en Cuba a partir de julio –fecha en la que se hizo efectivo el traspaso de poderes- ha empeorado sustancialemente". Éstas fueron las palabras pronunciadas por el disidente político y miembro de la Internacional Demócrata de Centro (ICD) en una conferencia de prensa después de las reuniones del CDH de Ginebra. En contra de quienes pensaron que la llegada de Raúl Castro podría suponer "el principio del fin" de la dictadura comunista, Valdés aseguró que "la represión contra los activistas de los derechos humanos y contra la población en general se ha incrementado".

En 2003, Osvaldo Alfonso Valdés fue uno de los 74 detenidos en lo que después se ha bautizado como "primavera negra" por el hecho de presidir el Partido Liberal Democrático en Cuba. Fue condenado a 18 años de presión. Posteriormente fueron liberados 15 y tres, en los que se encontraba Valdés, se les permitió abandonar la isla.

En la conferencia de prensa, también, insistió en que "en Cuba hay más de 300 presos políticos, la cifra de condenados políticos con fines pacíficos más alta en el mundo" y denunció que en las cárceles cubanas la situación es "sencillamente terrible".

Valdés que desde hace dos años se encuentra viviendo en Suecia en calidad de "refugiado político" dijo que "a los presos políticos se les niega asistencia médica y el régimen de visitas es de dos horas cada tres meses". Y prosiguió: "las cárceles están plagadas de epidemias de tuberculosis y de meningocócica", además de que la alimentación es "tan carente de todo tipo de proteínas que hasta los perros comen mejor".

En este contexto, aseguró que los maltratos a los presos políticos son frecuentes en las prisiones y tras las agresiones, "se les aisla en celdas, se les prohíbe las visitas y a los familiares se les dice que están castigados para que no puedan ver las marcas de los golpes".

"El Gobierno, para ocultar todo eso, no permite la visita de los organismos internacionales", dijo el cubano, que añadió que "el movimiento disidente y en favor de los derechos humanos en Cuba sigue creciendo" y pidió una "mayor solidaridad internacional".

Marco Pannella sulla manifestazione di radicali a Cuba


Asha scrive:
Caro Marco,
grazie per trovare anche le energie per sostenere i nostri fratelli in cuba.
Compagni Radicali, grazie per essere sempre attenti a chi soffre pero lotta con coraggio e dignita'.
Siete gli unici.
Grazie Cappato, signora Maria Fida e gli altri che hanno dimostrato al mondo quel che pochi radicali con le palle sono capaci di fare, unici al mondo.
Marco Pannella sulla manifestazione di radicali ieri a Cuba, e su altre iniziative di politica transnazionale

19 marzo 2007

• Appunti dalla conversazione Pannella-Bordin di ieri, domenica 18 marzo, a cura di Marco Valerio Lo Prete

Cuba: Cappato, Maria Fida Moro, Mecacci, Turco e Zamparutti, “hanno manifestato per la libertà in generale e lo stato di diritto, ma anche per denunciare il comportamento un po’ razzista che abbiamo in Europa verso i problemi di sessualità e delle libertà personali a Cuba, come anche in Medio Oriente ed Africa”.

La consueta conversazione settimanale tra Marco Pannella ed il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin inizia dalla notizia, giunta nel pomeriggio, di una manifestazione tenuta da alcuni esponenti radicali nell’isola di Cuba. In particolare Marco Cappato, Maria Fida Moro, Matteo Mecacci, Maurizio Turco ed Elisabetta Zamparutti, dopo aver srotolato uno striscione su cui si leggeva “Libertà e nonviolenza per Cuba”, si sono uniti al corteo delle Damas de blanco. “Da quattro anni infatti – spiega Pannella - da quando cioè sono stati arrestati 75 intellettuali e democratici colpevoli solo di aver fatto critiche, ufficiali o meno, al governo, le loro mogli e figlie ogni 18 marzo fanno una manifestazione, si recano alla chiesa di Santa Rita e da lì iniziano un corteo vestito di bianco”. “Di questo poco si è parlato, flebile è stato l’eco negli anni scorsi. Sessantacinque dei settantacinque arrestati restano in carcere e tra loro vi sono alcuni membri del Partito Radicale”. L’iniziativa radicale aveva l’obiettivo di richiamare l’attenzione internazionale sulla “libertà in generale e lo stato di diritto”, ma anche su alcuni obiettivi più specifici come “la denuncia del comportamento un po’ razzista che abbiamo in Europa verso i problemi anche di sessualità e libertà personali”. “Non ci si muove – denuncia il leader radicale - contro le repressioni degli omosessuali a Cuba ed anche in Medio Oriente ed Africa”.

“E’ un po’ lo stesso meccanismo della PAC europea, che grazie al massacro economico del Sud mediterraneo, dell’Africa e del Medio Oriente, ha consentito un benessere relativo agli Europei”. Il direttore di Radio Radicale fa notare come in effetti il paradosso di una certa disattenzione verso le sorti degli omosessuali in altri paesi vivesse pure a Piazza Farnese, in occasione della manifestazione per le unioni civili. “Alcuni ragazzi, sicurissimamente in buon fede, con le magliette del “Che”. Lo stesso Che Guevara – spiega il direttore di Radio Radicale - che, dopo la presa del potere, ebbe come compito, dal quale non si ritrasse, anche quello di presidiare alla fucilazione di alcuni omosessuali”. “Molto interessante analizzare l’iniziativa, perché mentre sto parlando la polizia ha verificato, certo – continua Pannella - ma non ha dato assolutamente fastidio ai nostri compagni”. “Penso che se domani i nostri compagni rientreranno, potremo dare atto di questo comportamento del governo cubano. Naturalmente questo diventa un motivo in più per esigere che se consentono manifestazioni come la nostra, credo che continuare ad incarcerare per reati d’opinione dei cittadini cubani, questo deve essere ancora più conosciuto e discusso. Può darsi che anche lì si affermi un sospetto di tolleranza”. Naturalmente, “è certo che se vi fossero stati incidenti tra la polizia e noi, non sarebbe stato molto intelligente per il regime, vista pure la presenza di molti giornalisti internazionali”.

El agente Miguel - Tania Quintero / Magia


Asha scrive:
Un vecchio articolo, di pochi giorni dopo la primaveranegra, uno dei pochi in cui si disvelino i drammatici avvenimenti vissuti dai protagonisti.
Il blog e' eccellente, da mettere in lista.


lunedì, marzo 26, 2007

Cuba tightens official grip on public access to the Internet
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By JOHN LANTIGUA

Palm Beach Post Staff Writer

Monday, March 26, 2007

MIAMI — An anti-Castro dissident in Cuba is speaking by telephone to a journalist in Miami.

"Give me your e-mail so I can send you some information," says Juan Carlos Gonzalez Leiva, who lives in Ciego de Avila, about 250 miles from Havana. "But it will take a couple of weeks to get it to you."

AP

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The average Cuban who wants to connect to the Internet must go to a government-run computer outlet. Users can sign on to an island-wide network of mostly Cuban government Web sites for $1.50 per hour.
My family - Mi familia
Read the full series about Post writer Carlos Frias' travels in Cuba, and see an audio slideshow.

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From Middle Earth Journal

"Why so long?" the reporter asks.

"Because we don't have computers and we have to drive to Havana, where one of the embassies lets us use theirs," Gonzalez Leiva says. "It's a long trip for us, and we only do it every couple of weeks."

As Diane Cabrera, a Miami anti-Castro activist in contact with dissidents, puts it: "In Cuba, e-mail and snail mail are the same thing."

Foes of the Cuban government say Internet connection in Cuba always has been difficult, but lately it has gotten even worse.

In June 1996, the first official measure to address Internet use, Decree 209, called it a technology of "selective character" and stressed that national security could be at risk.

By January 2002, it was illegal for private citizens to buy computers or printers without official permission. Government officials eventually announced that unauthorized Internet use was punishable by up to five years in prison.

During the past year, control has become even more explicit. In August, longtime Communist Party hard-liner Ramiro Valdes was named minister of technology and telecommunications. That was shortly after Fidel Castro stepped down from power because of illness.

Valdes, one of Castro's original fighters in the Cuban mountains during the 1950s, previously served as the interior minister, in charge of the secret police and other tools of Cuban political control.

Last month, Valdes made his most extensive public comments about the use of the World Wide Web by Cubans.

The Internet, "the wild colt of new technologies, can and must be controlled," he said Feb. 12.

Valdes noted that both Google and Microsoft had admitted cooperating with the U.S. government in its global war on terrorism. Given that, he said, the Internet "constitutes one of the tools of global extermination. ... It will take the destabilizing power of the (U.S.) empire to threatening new levels."

Computers host 'spyware'

Cuba already ranks near the bottom of the list of Latin American nations in the number of citizens with access to the Internet and in the number of computers available for any use at all.

According to the International Telecommunication Union, based in Geneva, only 1.7 percent of Cubans have regular access to the Web compared with 7.6 percent in China, 19 percent throughout Latin America and 66 percent in the United States.

Some are able to sneak onto the Internet because they know people who work for the government or otherwise have approved access to the Web.

But today for a regular Cuban citizen to own a computer, a permit must be approved by a commission linked to the local Committee for the Defense of Revolution, a Communist Party neighborhood watchdog group. The permits are rare.

"In the question of the Internet, Cuba is much like North Korea," says dissident Elizardo Sanchez, who lives in Havana. "Even China is way ahead of us."

The average Cuban who wants to connect to the Internet must go to a government-run computer outlet: in post offices, cyber cafes or institutions called Computer Youth Clubs.

Users of those sites have an option: They can sign on to an island-wide network, called the "intranet," which connects them mostly to Cuban government Web sites, including texts of Castro's speeches. That costs them about $1.50 per hour in a country where the average monthly wage is less than $20.

The other option is to pay about $5 per hour for the real Internet. In hotels, the charges are usually even higher.

But all of those computers are monitored, at least periodically, by government state security agents.

According to Reporters Without Borders, an international journalists organization based in Paris, Cuban security forces have installed "spyware" in the computers.

Claire Voeux, an investigator for the group who was in Cuba last year and used Havana hotel computers, says that while receiving e-mails that contained the names of dissidents or typing messages that referred to Castro's health, a message suddenly flashed on her screen:

"This program will close down in several seconds for state security reasons."

Then the Internet connection ended.

The organization includes Cuba on a list of about 15 countries that it calls "enemies of the Internet," a rogues' gallery that includes North Korea, Iran and China.

Cable to boost capability

The Cuban government has says it cannot spread and liberalize the use of the Internet because the U.S. trade embargo against the island has made it impossible to buy the necessary technology. But the journalists group doesn't buy that.

"The chief reason for keeping citizens away from the Internet is to prevent them from being well-informed," Reporters Without Borders stated in a November report.

Guillermo Fariñas agrees.

Fariñas, 44, a psychologist-turned-independent journalist, staged a seven-month hunger strike last year to protest government control of Internet access.

He did so after he was banned from using the lone site in his home city of Santa Clara, from which he could send reports critical of the government to outside publications. Fariñas' strike brought foreign attention to the problem but did not improve the situation.

Now what dissidents do to access the Internet and avoid government monitoring is go to friendly embassies in Havana to use their computers. Some do this about once per week, but others less frequently, depending on how far they live from the Cuban capital. Among the embassies allowing that use are the U.S. Interests Section, the Canadian Embassy and various western European delegations.

"At least we can use the Internet for a few hours per week," Sanchez says. "More than 10 million Cubans have no access to it at all."

In February, it was announced that the Venezuelan government will help Cuba lay a 965-mile underwater fiber-optic cable between the two countries, which will increase Cuban cyber capabilities to some 160 gigabytes per second, about 1,000 times the current capacity.

But dissidents see little hope that the cable will increase public access to the Internet and information in general.

"They will use it for their own benefit and not for the public," Havana-based dissident Oscar Espinosa Chepe says.

Espinosa refers to Valdes as a member of the hard-line, or "Taliban sector," of the Cuban leadership and sees him as leading the charge to control information and thought.

Valdes seems to be doing a good job.

According to Reporters Without Borders, last year five students at the University of Information Sciences in Havana were expelled for selling Internet access codes to people outside the school and setting up chat rooms on U.S. sites.

"You wonder how the regime thinks it's going to train these young people to use computers but limit what they can access," Cabrera says. "It's crazy."

Cabrera recalled a recent conversation with a dissident journalist on the island, Liannis Merino Aguilera, 23.

"I started to tell her about how journalists here in Miami use the real Internet," Cabrera says. "I told her how you can plug in any topic and find out what people from all over the world think about it.

"That girl was amazed," she adds. "She was absolutely amazed."

Cuchillo para los mensajeros - Raúl Rivero


Asha scrive:
Stramazzo, perche' inaspettatamente, da Raul Rivero arriva con la sua usuale sinteticita, il messaggio che ho cercato di portare ai venezuelani in almeno un paio di anni di lavoro:
ascoltate l'esperienza cubana per imparare a guardarvi dalla dittatura.
Pienso que las experiencias de los que vivieron desde cualquier ángulo el proceso de exterminio de la prensa en Cuba y quienes son testigos de los peligros diarios, los comunicadores independientes que están ahora en prisión y los que continúan su labor en aquella geografía, debemos tratar de hacer llegar a Venezuela y a otros países de la región los testimonios de esa tragedia.


E' un pensiero semplicissimo, che se si fosse tramutato in realta' agli inizi di tutta questa epopea chaveziana, forse sarebbe servito a qualcosa.
O forse no.
Quel che penso e' che l'allarme e' tardivo, anche se benvenuto, perche' Venezuela ha piu' che oltrepassato il punto di non ritorno, avendo ormai completato chavez il "catenaccio cubano" attorno al suo popolo.

Cuchillo para los mensajeros

Por Raúl Rivero

Madrid -- Es una copia corregida y aumentada en la que a veces el papel carbón se corre y se despinta un poco la hoja. Se empastelan los párrafos y las fotos se hacen opacas, pero quienes conocen de memoria el original saben muy bien lo que pasa y lo que Hugo Chávez quiere que pase con el periodismo en Venezuela.

Se puede ver el cuchillo en el aire y se escucha la voz del mandamás como amenaza, advierte, da rodeos, enseña y guarda unos billetes, para conseguir lo que se necesita con urgencia, lo que requiere definitivamente una impecable y ortodoxa dictadura de oro de ley: matar la prensa libre.

Apoderarse de los medios por asfixia económica, por decretos espurios y leyes retocadas. Con trampas que el poder casi absoluto facilita para borrar la franja donde todavía se dicen y se escriben las verdades con un pie en la redacción y otro en la cárcel o el exilio.

Eso, el control de todo y los comisarios con sus portafolios con los documentos donde se ha escrito en ruso (y traducido en Cuba) lo que es bueno y es malo para los ciudadanos. La categoría de noticias que podrán conocer, las ideas que deberán recibir en sus casas cercadas y las biografías puras y valerosas del líder y sus ayudantes más cercanos, aunque estos serán sustituidos gradualmente porque la carne es débil y --ya lo dijo Rubén Darío-- a veces tienta con sus frescos racimos.

Por ahí es el camino. Los leales a la verdad y a la ética, fuera, bien lejos. Allá dentro una sola voz, la del amo, difundida día y noche, sin tregua, sin descanso, para que nadie tenga que detenerse a pensar ni a debatir con un amigo lo que sucede con sus vidas. Ni un minuto de sosiego: en ciertas fechas, himnos y canciones que canten las victorias constantes y el odio al enemigo, que es todo aquel que no entre en el coro con la voz afinada y la letra aprendida hasta los puntos y las comas.

Ya han aumentado las presiones, las agresiones físicas a periodistas y acaba de decirlo uno de los acólitos principales de Chávez, alguien que dirige un canal estatal que se llama Telesur: ``La hegemonía de los medios es una herramienta necesaria para la revolución.''

Cuando empiecen a surgir --que siempre surgen-- los grupos de inconformes que quieran contar la realidad y dar a conocer sus opiniones, ya está el modelo impreso con los medidas a tomar y los detalles. Aparte, hay un folleto con fotos y la lista de delitos probables que se les pueden achacar, así como una reproducción a escala de las celdas de castigo, los calabozos, la dieta, el abandono, las condenas de hasta 27 años y el dolor latente, los sufrimientos, los riesgos de 28 periodistas independientes que no creyeron y no creen en la legitimidad del panfleto original.

El panorama es oscuro. La Sociedad Interamericana de Prensa (SIP) lo mostró esta semana en Cartagena de Indias, Colombia. La meta y la avanzada del desastre son Cuba y Venezuela. En menor grado, dice el informe final, pero igualmente preocupante es la situación que se vive en Argentina, Uruguay, Ecuador y Bolivia.

Pienso que las experiencias de los que vivieron desde cualquier ángulo el proceso de exterminio de la prensa en Cuba y quienes son testigos de los peligros diarios, los comunicadores independientes que están ahora en prisión y los que continúan su labor en aquella geografía, debemos tratar de hacer llegar a Venezuela y a otros países de la región los testimonios de esa tragedia.

Creo que debemos hacerlo. A pesar de que la periodista Anne Applebaum, autora del libro Gulag: una historia, un recuento avasallador de los campos soviéticos de trabajo forzado, me trasmite a veces esta amarga propuesta pesimista. Escribí el libro, explica la señora Applebaum, ``no para que no vuelva suceder otra vez como dice el cliché, sino porque sucederá otra vez''.

La mujer del disidente - Alejandro Tur Valladares


Asha scrive:
Da molto dolore leggere cose come questa; non si tratta di un assalto violento, di una paliza o golpiza a un dissidente, di una hola de encarcelaciones.

No, e' lo scarno e agghiaciante racconto di un marito desolato e impotente nel vedere la propria moglie perseguitata per sua colpa, e la dignita' e la compartecipazione della donna con le ragioni del marito nel continuare una lotta che pure le sta rovinando la vita.

Sullo sfondo, la allucinante "quotidianita' della repressione castrista" che si manifesta con l'affamare e il distruggere fisicamente la vita di una intera famiglia, pegando duro sui familiari.
LA MUJER DEL DISIDENTE

LA MUJER DEL DISIDENTE

Por Alejandro Tur Valladares
/ Jagua Press

25 de marzo de 2007
Cienfuegos, Cuba – www.PayoLibre.com – Esta tarde supe que la habían botado del trabajo. Cuando llegué de la calle me recibió con la noticia. Extrañamente no hallé resentimiento en sus palabras. Mientras me contaba los detalles del despido, la paz que irradiaban sus ojos me fue convenciendo, que por más intentos que hagan los que odian por romper la armonía de su espíritu, fracasarán.

Yolanda no sabe de política. Su universo se limita al entono del hogar, a resolver las dos comidas diarias, a suplir como se pueda las carestías que el desabastecimiento crónico que impera en la patria se afana en perpetuar, y a aliviar con sus caricias las heridas que la lucha desigual que libramos lo hombres de bien contra la dictadura, me han ido dejando.

Pero había que mandar un mensaje. A pesar de los actos de terror sufridos por toda la familia, yo, su compañero, sigo empecinado en denunciar los abusos y arbitrariedades que el régimen comete a diario. Los verdugos ya habían probado con todo: registros, detenciones, chantajes, actos de repudio, coacción; ahora le tocó el turno a la asfixia económica.

Ella era el sustento económico del hogar, cosa triste, porque lo correcto es que sea el hombre el soporte de la familia. Más la infame condición a que son relegados los que se rebelan contra el orden injusto, me impide cumplir con esa obligación. El empleo me es negado, para acceder a el hay que estar integrado a las organizaciones gubernamentales. Sólo cuando soy detenido por la policía política se me ofrece trabajo, y eso, por ver si claudico.

En cierta ocasión un represor le insinuó que me abandonara. Como movida por un resorte inviable la indignación avocó a sus labios. Sin pensarlo dos veces ni calcular las consecuencias le respondió enfadada a su interlocutor: “Está muy equivocado, mi esposo es un hombre bueno y honrado y nada de lo que hace me avergüenza”.

Ella nunca se queja, siquiera ahora. Está hecha de esa rara materia con que están formados los ángeles. Quizás por ello conozca las leyes de Dios y tenga por seguro que él nunca nos abandona.
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Noticia asociada a ese artículo

Despiden a esposa de periodista independiente

RANCHUELO, Cuba - 13 de febrero (Félix Reyes Gutiérrez, Cubanacán Press / www.cubanet.org) - Yolanda Alvarez Díaz, esposa del periodista independiente Alejandro Tur Valladares, fue despedida de su centro de trabajo el pasado 11 de febrero, en Cienfuegos.

Tur Valladares informó a este reportero que su cónyuge, portera en los baños del centro comercial "El Rápido", perteneciente a la corporación CIMEX, fue separada de la entidad por no ser confiable políticamente.

La gerente del centro, nombrada Majela, dijo a la cesanteada que se había realizado una investigación en la zona de su residencia, y se supo que Yolanda Alvarez no estaba afiliada a las ninguna organización de masas, además de ser la esposa de un connotado contrarrevolucionario.

Ante lo ocurrido, Alejandro Tur, director de la agencia de prensa Jagua Press, expresó: "Esto no es más que una maniobra de la Seguridad del Estado para tratar de frenar mi actividad periodística".

http://www.cubanet.org/CNews/y07/feb07/14a3.htm

Comentando "March Madness" de Albert Quiroga


Asha scrive:
E' raro provare brividi e provar un satori leggendo un blog.
Eppure e' quello che vi succedera' se conoscete Cuba e vi immergerete nell' affascinante post di Alberto Quiroga, dove il racconto e le immagini riescono a evocare vividissime scenette di vita Cubana di quei giorni.

Basti l'esame accurato di questa bella pagina scannerizzata, nel quale si legge
"35 corse giornaliere, Autobus de Santiago"
"vendita speciale di frigoriferi, 16$"
"Inaugurazione dell'Havana Hilton"

Impagabili poi le spiegazioni contestualizzate di questi frammenti di quotidiano.

Non si tratta di nostalgia, ma e' ipocrita pensare che quel che c'e' oggi sia meglio di quello che c'era ieri; in quella pagina di giornale ci sono sufficienti indizi per capire che a quei tempi Cuba era molto sviluppata, anche se probabilmente abbastanza corrotta.

In ogni caso, un lavoro di amore, questo di Alberto Quiroga, come sempre di una qualita' altissima e rara.

Grazie a Ziva per avermelo puntato.

http://3.bp.blogspot.com/_L3Sr52SjMHw/RfScx6KBzxI/AAAAAAAAAJg/KCO30fbQKBs/s1600-h/Zig+Zag+March+15+1958+pg+2-3.jpg

Ramiro y Hugo?!?


Asha scrive:
En Barcuteycubano appare questo articolo di una firma di La nueva Cuba, José F. Sánchez nel qual si legge questa frase:
Las dos cabezas visibles de las facciones que controlan el gobierno colegiado, Raúl Castro y Ramiro Valdés -este último estrecho aliado de Hugo Chávez- son considerados como hombres de una larga trayectoria en el poder, con proclividad a la represión, la militarización y la intolerancia hacia cualquier disención. A ambos se les considera partidarios de una estrategia de endurecimiento de la medidas de control poblacional de manera de garantizar la transferencia de poder.

E questa non la sapevo.
Sapevo di perro e gorilla, sapevo di alarcon e evo e chavo, ma di ramirito "estrecho aliado" di chavez non mi era neanche mai passato per la cabeza.

Mi sembra che tutti, specialmente i cubani dell'esilio, sottovalutino il ruolo di chavez nel futuro di Cuba.

In nessuna delle molte analisi futuro ho mai visto contemplato il ruolo di chavez

Chavez non sta li per caso, dando una mano a un companero.
Chavez sta li perche' si e' compromesso con la rivoluzione in una maniera totale, ha letteralmente tirato fuori Cuba dalla fossa in cui si era cacciata, restituendo alla dittatura la fiducia di potercela fare.
E non se ne andra' tanto facilmente.
E' normale pensare che segretamente cerchi di comprarsi i papaveri cubani, in vista della successione, di stringere alleanze, di assicurarsi alleati.
Con quale visione? Quale ruolo ha Cuba nella mente del desgarrado? Un panda-peluche sulla scrivania? Il copyright di fidel?

E ancora piu' inquietantemente, come pensano i papaveri cubani che hanno accettato l'alleanza di utilizzare chavez? come pensano di contenerlo? Quali patti avranno fatto?

Per esempio, ramiro e hugo, che ch'azzeccano? io vago nel buio, ma forse altri avranno lumi.

L'unica cosa che mi pare evidente e' che ci sono dozzine di piani segreti in ballo intorno a Cuba, ma che di tutti di gran lunga il piu' perverso e pericoloso e' quello di chavez.

E che se i venezuelani non prevedono di riuscire a liberarsi di chavez prima del 2031, mi immagino che l'alleanza castro-chavez CONTRO il popolo cubano possa felicemente radoppiare, e avviarsi trionfalmente verso il secolo di durata: il centenario della revolucion castrista, te imaginas?

ma nessuno sembra pensarla come me...

Damas Untouchables - Jose Reyes

Asha scrive:
Le damas sono l'unico esempio di opposizione al regime che abbia ottenuto un po' di risalto internazionale, sebbene empre nel ristretto circolo di coloro per i quali il lemma "cuba libre" abbia un significato.

Di fatto, si sono trasformate, come brillantemente nota Jose Reyes in cubanology, "Le intoccabili", e il lotivo e' molto semplice: si notano da lontano per la purezza del loro gesto e sono percio' seguite da nugoli di telecamere.
Questo e' cio' che le rende intoccabili.

Eppure il regime non ha desistito a perseguitarle, tentando di far passare la ridicola versione che il popolo di Cuba, istintivamente, le ricusa.

Vale la pena di analizzare la catena logica che sta dietro a tutto cio', e basta andareun pochino piu' a fondo per capire che il regime non sa proprio cosa fare con loro, e dunque esattamente questa e' la breccia che queste valorose donne hanno aperto nella perfetta macchina propagandistica castrista: una breccia da ampliare.

La gente comune cubana reagisce spontaneamente e ricusa le dame; c'e' da chiedersi perche' queste pie iene abbiano deciso di vestirsi di tutto punto (povere in canna) e prendersi la briga di aspettare la guagua, pagare il pedaggio, radunarsi, tomarse un cafecito e infine diligentemente riunirsi in branco per "assaltare" il gruppo rivale.
A quale coscienza politica appartenga questa insopprimibile impulso e patriottico dovere di AFFRONTARE E INSULTARE ... (e qui cade l'asino)... CHI?
Le mogli e le madri di prigionieri politici considerati "traditori",!!!!

Rifacciamo il ragionamento.
Le pie iene sentono il bisogno di manifestare contro le madri e le mogli di persone accusate e condannate come traditori, e tanta e' l'indignazione per il pericolo che questi uomini hanno fatto e fanno correre alla nazione da spingerle ad andare A ROMPERE IL CAZZO a delle signore vestite di bianco e con i fiori in mano.

Il risultato e' questa foto, a cui implacabilmente si vanno ad aggiungere le scritte, e la foto e le scritte fanno il giro del mondo.

Ma la cosa piu' importante di tutte e' che al regime non gliene frega niente, il fatto di dover mantenere ben sotto pressione la popolazione e di reprimere attentamente ogni tentativo e' piu' forte del timore di quelle foto, il che dimostra quanto la fredda logica repressiva perda coerenza e si sfaldi di fronte ad un piccolo drappelo di donne vestite di bianco, marciando, cantando e offrendo fiori.

Un capolavoro.
Bravo Jose.

Las Damas de Blanco: "The Untouchables"

By José Reyes 3/24/2007

On every Sunday "Las Damas de Blanco" patiently wait as they gather themselves in an "Organized" matter, until the last of them arrives. "Proudly" holding each others hands and arms, they set off on to their "peaceful" walk, in their own unique and "Dignified" matter, elegantly dress in white and individually holding beautiful flowers in their caring hands. This is a routine they've been practicing every Sunday, every Sunday since March 18, 2003, when their love ones were unjustly rounded up and arrested for publicizing, indicating and expressing their opinions on the brutal Castro regime. These women are very brave, for they could be placed in jail along side of their love ones, but now its just too late, for they are now considered "Untouchables". Now the world knows who they are and the cameras are always rolling, filming them constantly, showing the world how vicious the Castro regime really is. But "Untouchable" you ask, yes they are! "Why Untouchable" you ask, because now the the Internet is there. Now all the major media agencies are there, yes they have to be there, they are forced to be there now. They are forced to be there by the power of digital cameras, the magic and the simplicity of transferring video files and presenting them on the Internet. The world is watching now, watching how the Castro regime really is, for example this Video CNN VIDEO was taken by CNN, who supports the Castro regime regularly. "Why" you ask, why do they have to give in and show this? Because they have no choice now, because the whole world is watching now. The Cuban exiles here in America and around the world have gain a big advantage on the Castro regime and they can't do a thing about it, nothing at all. The word is out now and its Global now! It's the indisputable hard work of all the Anti-Communist, Anti Castro regime Websites and Blogs around the world. Look around on the Internet and you will see for yourself. This is the reason why these "Ladies in White" are "Untouchable, but only half of the reason my fellow readers, for we must have someone to film and to photograph, so we could prove it, because the world is very skeptical and naive of what is really happening in Cuba right now and for the last 48 years. In this very valuable instance here, there were three factors that took place, a kind of snow ball type of effect. First of all, the sacrifice of these 75 brave souls Uncommon Sense who were arrested Amnesty.org and began the ball rolling. Second of all, the awareness of this particular situation in Cuba reported by all the Blogs Anti-Fidel Blogs and Websites Websites to Read on the Internet. Third of all, the courage of these "Damas de Blanco" to march through the hostile streets of Cuba without losing their cool. The result is a gigantic white avalanche of truth and righteousness. Damas de Blanco The Castro regime is under the microscope, a very big microscope, the world is watching. As you can see on that particular video above, the Castro regime is very upset with these powerful women and how they are trying useless tactics to disrupt their pacifist march. You can see "with your own eyes", how the Castro regime recruits thugs to destroy any type of unity in Cuba. As you can see, "with your own eyes" how many onlookers were there who did not participate with the thugs that were verbally attacking the "Peaceful marchers. As you can clearly see "with your own eyes", if other Cuban citizens try marching with these women, they will be considered "Untouchables" also. Since March of 2003, the number of the imprisoned, for medical reasons only, have been released, there are still 59 left from that group serving their absurd prison sentences. The Castro regime refuses to release them. God bless these "Freedom Fighters", they are single handedly changing history, this is the beginning of the end for the Castro regime. Pray for these "Damas de Blanco" and proudly cry out loud with them, that beautiful word that makes you feel like a real human being, LIBERTAD!


sabato, marzo 24, 2007

EXCLUSIVA ANTEPRIMA MUNDIAL: Hasta cuando Salsa!


Asha scrive:
Rey el Vikingo realizo' una version salsa de su famoso reggaeton "hasta cuando", para pegar mas en las orejas de todos nosotros.

Excelente elaboracion, que mantiene intacta la fuerza de su texto contundente agregandole el tumbao salsero.

Rey, socio del CLUB PRIMAVERANEGRA, en exclusiva para le PRIMAVERANEGRA TV, nos regala la anteprima mundial.

Hechale saaaalsita!!!!
http://tvprimaveranegra.blogspot.com/2007/03/hasta-cuando-salsa.html

venerdì, marzo 23, 2007

Cristianesimo y castrianesimo

Aldo tuero y Biscet


Asha scrive:
Aldo Tuero sta comabttendo durissimo, osando prendere per le orecchie tutto lo stato maggiore della opposizione per non aver risposto all'appello della moglie di Biscet, Elsa Morejon, che qualche giorno fa aveva denunciato lo stato grave della situazione del marito.
Aldo ha cominciato a pubblicare a grossi caratteri neri annunci che fermamente chiedevano l'adesione di tutti i vari capi, che piano piano hanno cominciato ad arrivare.

Risulta strano anche a me questa strana "trasparenza" di Biscet per la dissidenza cubana, e non solo di un gruppo, ma di molti.
Diffidano di Elsa, si dice.
Io credo che siano semplicemente gelosi.
Gelosi della purezza di quell'uomo, anche se molti sono stati anche piu' massacrati di lui.

Semplicemente, io amo d'
istinto Biscet.
La scena del suo arresto nell'auto della pattuglia, e lui che grida viva i diritti umani mi si e' impressa piu' di mille proclami e assemblee, per quanto valorosi.
Come quella delle Damas de Blanco che marciano inseguite dalle troie infoiate dal castrismo.
Io sento che a quell'uomo potrei affidare la GIUSTIZIA della mia patria.
E voi?

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In Nuevo Accion questo bellissimo pezzo, credo scritto da Aldo, che analizza l'odio del regime verso Biscet e l'attegiamento dell'opposizione nei suoi confronti.

Da scolpire questa ultima frase:
¿Por qué Biscet debe ser condenado a la infamia del olvido? ¿Por negro, por nuestros miedos, por nuestra indiferencia, por nuestra cobardía? Biscet es mi hermano y yo soy blanco, debo aprender de su valentía.

Me llama la atención el caso de Biscet y otros cubanos que mantienen muriendo en vida dentro de las cárceles cubanas. No puedo mantenerme ignorante de su situación por varias razones marcadas y me surgen infinidad de preguntas donde nunca encontraré respuestas, al menos, las que deseo escuchar. ¿Por qué Biscet? ¿Por qué tanta falta de solidaridad con él y todos los que se pudren en las cárceles? ¿Por qué tantas campañas de apoyos y premios por quienes se encuentran fuera de esas murallas? ¿Por qué el privilegio concedido a unos opositores y todo el peso del odio contra otros? ¿Cuáles son las diferencias entre unos y otros? Supongo sea por negro, quizás por ser negro y doctor, deuda contraída con el régimen por el color de su piel, precio a pagarle a una revolución emancipadora que castiga a sus ovejas descarriadas, deuda de gratitud infinita que no todos aceptan contraerlas ni pagarlas.

Resulta anormal la inaceptación de pruebas contra unos u otros, videos donde se condecora a un supuesto disidente que colaboraba con los servicios de inteligencia cubana. Donde todos observamos cómo le colgaban una medalla en el pecho, y me refiero a Elizardo Sánchez Santa Cruz,(a la izquierda) que de divina no tiene nada aquella imagen. No lograron restarle credibilidad, imágenes que por supuesto, difieren absolutamente de las que aparecen de Biscet gritando ¡Vivan los derechos humanos!, mientras lo introducían en un carro patrullero en medio de los insultos de una chusma movilizada en su contra. Resulta indignante el silencio y la poca solidaridad mostrada en su caso y el de sus compañeros presos, mientras un amplio despliegue de propaganda y solicitudes de solidaridad se desmontan por aquellos “disidentes de terciopelo”. ¿Cuál es la diferencia entre unos y otros? Biscet, un negro cojonudo y radical que, se gasta ante nuestra cómplice indiferencia o, un Payá que se gasta entre mamotretos exclusivistas, timoratos y excluyentes. ¿Cuál es la diferencia entre unos y otros? Un Biscet negro y rebelde que muere ante nuestros miedos o, un oportunista y arribista llamado Menoyo por el cual muchas voces se alzaron en el exilio.

¿Por qué Biscet debe ser condenado a la infamia del olvido? ¿Por negro, por nuestros miedos, por nuestra indiferencia, por nuestra cobardía? Biscet es mi hermano y yo soy blanco, debo aprender de su valentía.

Cubanos hablan mierda de los suecos.. ahahah! PEZZENTI!


Asha scrive:
Solo un testa di pollo castrista poteva prendersela con gli svedesi e accusarli di qualcosa.
Solo l'ignoranza castrista, l'imbecillita', la mancanza di senso del reale, ima soprattutto del senso del ridicolo poteva spingere qualcuno a rimantare all'epoca dei Vikinghi per prendersela con gli Svedesi.

Ma tant'e, cervello poco, ma superbia tanta, ignoranza e faccia tosta a vagoni.

Meglio.
Sparare sugli svedesi e' come ammettere di non sapere che cazzo di pesci prendere, e sti pezzenti stanno alla canna del gas.
Persino D'Alema ha dovuto pestargli il callo, a perro roco, cosa che la faccia di tolla probabilmente sta ancora sognandosi la notte: ma come, se anche gli amici adeso si metteono a guarda' el capello dei diritti umani...

Non c'e niente che li faccia infuriare maggiormente che essere sputtanati pubblicamente, perche non avendo altro che la faccia, da difendere, gli schizzi di merda fanno pessima impressione.

Pezzenti ipocriti incivili.
Castristi.

giovedì, marzo 22, 2007

fidel castro, parte de una religion


Asha scrive:
WHPW mi mando' questo articolo all'inizio dell'anno, ma un filtro me lo dirotto' in una mailbox poco visitata, fino a che non lo riscoprii oggi.
Nell'accompagnamento l'amico menzionava che gli aveva fatto pensare a me.
E' un eccellente articolo, piuttosto inusuale come taglio, soprattutto perche' non discredita le abilita' di fidel, ma le illuminna di un'altra luce, abbastanza inusuale.
Un taglio "europeo" dunque, ed effettivamente abbastanza compatibile con l mia visione (non che la mia visione sia importante, e' solo una assonanza...)
Da leggere, e da ringraziare, in ritardo, WHPW...

HOSTIGANDO A UN CIEGO: BASTA, PORCI!


Asha scrive:
Quante volte abbiamo divuto leggere cose come queste, e quante volte la bestialita' castrista ha preso di mira Juan Carlos Leyva e la sua cecita'?

Potete immaginare qualcosa di piu' terrorizzante della situazione descritta nel disperato messaggio qui riportato?

Un assedio fatto di schiamazzi, urla insulti, rumori improvvisi, e poi, quando per farsi forza, si decide a uscire a cercare da mangiare, glielo impediscono, fino a farlo rinunciare.

Avete mai immaginato qualcosa di piu' inumano?

Che uomini e donne sono questi? Come puo' un essere umano opprimere cosi' un altro, per di piu' cieco?

Vorrei conoscere questi eroi dell'hostigamento, queste signore patriote, questi funzionari che incitano i compagnucci ad andare a distruggere una vita.

Juan Carlos non puo' reagire, non puo' prendere a cazzotti nessuno, non puo' andare in un'altra citta', perche' sempre, dovunque vada, sara perseguitato dall'odio castrista.

Nel buio della sua vita.

Il suo telefono funziona ancora, chi puo' gli faccia una telefonata e gli offra il momentaneo conforto di una voce amica, forse la unica cosa che possa farlo sentire meno solo.
Fatevi coraggio... +5333222235

Fino a che non gli staccheranno anche quello.

Grazie a Alfredo, sempre attento alle voci di chi soffre...
Domani friday fast con lui...


mercoledì, marzo 21, 2007

Tambien los suecos se empingan!


Asha scrive:
che bestie, che razza arrogante, sgradevole, antisociale, superba, scostante, fredda, ipocrita, ambigua, malevola, biliosa, militarista, autoritaria, spietata, inumana, odiosa, quella castrista.

RAZZA CASTRISTA! PUAH!

E' un insulto, ma loro (appunto) si credono 'sto cazzo, e il bello e' che a forza di fucilazioni, intimidazioni, restrizioni, divieti, proibizioni, intimidazioni, hostigamenti, corruzioni, imprigionamenti, inganni, tradimenti, e compagnia bella, sono riusciti non solo a schiavizzare, mutilare, assassinare, fucilare, lobotomizzare il loro stesso popolo, ma anche a intortare rimbecillire, fregare, inculare, manipolare ingannare tutto il resto del mondo, con l'aria di fare le vittime.

Ma anche gli svedesi, nel loro piccolo, si incazzano, e a questa faccia di tolla gliene hanno canate.

Ma tanto non GLIENE FREGA NIENTE, loro lo sanno di essere marci, ma ci sguazzano, gli piace proprio l'odore della merda, e' qualcosa connaturato con il concetto di essere comunisti, il vivere nella merda e farsela piacere.

Tranne i capi.

Loro, nella merda, ci fanno andare gli altri....
ÚLTIMA HORA: TELEVISIÓN NACIONAL SUECA TRANSMITE HISTÉRICA REACCIÓN DEL EMBAJADOR CUBANO EN EL CONSEJO DE DERECHOS HUMANOS ATACANDO A SUECIA
2007-03-21.
Alexis Gainza Solenzal

Carl Bildt, Ministro de Relaciones Exteriores de Suecia. Foto: www.ud.se
Los Canales 2 y 4 de la Televisión Sueca, el primero estatal y el segundo privado, ambos entre los principales de la nación escandinava, transmitieron en sus noticieros estelares las histéricas palabras de Juan Antonio Fernández Palacios, Embajador del Gobierno de los Castro en el Consejo de Derechos Humanos el pasado 12 de marzo. Más conocido como "el arrebato cubano", aquel hecho ha provocado la indignación de Carl Bildt, Ministro de Relaciones Exteriores del Reino de Suecia, quien ha catalogado ese exabrupto como "inaceptable".

Gran parte de la nación sueca ha presenciado hoy el ataque desproporcionado y cargado de calumnias del alto funcionario castrista.

"Así se comporta un régimen desesperado. Me recuerda a muchos otros sistemas que luchan por su existencia a largo plazo. Ellos tratan de diferentes maneras de limitar los contactos con el mundo y los que trabajan por la apertura, la libertad y la democracia. Y esto lo hacen con este tipo de arrebatos", declararía el Sr. Carl Bildt al Canal 4. Por su parte al Canal 2, entre otros comentarios dijo, al referirse al régimen castrista: "Ellos son una dictadura y tienen que aceptarlo."

A estas debe sumársele, el hecho de que el canciller sueco admitió ante los medios de prensa locales que, ciertamente, la correspondencia diplomática había sido violada por la parte cubana, atentando con ello contra normas internacionales. Peter Svensson, Segundo Secretario de la Misión Diplomática de Suecia en La Habana constató a la televisió sueca (Canal 2) que no era la primera vez que esto sucedía, sino que ya se había dado hace tres cuatro años atrás, y que por lo menos en dos ocasiones se había comprobado la violación de la valija diplomática. S.E. Jorge D. Payret Zubiaur, Embajador Extraordinario y Plenipotenciario en Estocolmo del Gabinete de los Castros será llamado a la cancillería sueca, por segunda vez en menso de 15 días, para dar cuenta de este nuevo incidente, informó Carl Bildt.

Para más la ciudadanía de Suecia puede ahora leer in extenso tanto la intervención de Carl Bildt como la incidiosa réplica de Juan Antonio Fernández Palacios en la página de Internet del Canal 4.

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Artículos relacionados sobre la política oficial de Suecia para con Cuba y el comunismo:

SUECIACUBA, CRISIS DIPLOMÁTICA: VIOLADO CORREO DIPLOMÁTICO SUECO

EL PAPEL DE SUECIA, SER VOZ TRANSPARENTE Y NÍTIDA EN POS DE LA LIBERTAD, LA DEMOCRACIA Y LOS DERECHOS HUMANOS *

Carl Bildt, Ministro de Relaciones Exteriores de Suecia, Denuncia a Régimen Castrista en el Consejo de Derechos Humanos de la ONU: “El Arrebato Cubano”

Carl Bildt, Ministro de Relaciones Exteriores de Suecia: “Cuba, País Donde los Derechos Humanos y Libertades Fundamentales Son Obviados”

Campaña Estatal Sueca Divulgará Crímenes del Comunismo

Fredrik Reinfeldt, Primer Ministro de Suecia, Honra a las Víctimas del Comunismo

Cuba en la Declaración de Principios del Nuevo Gobierno Sueco: “Se Harán Aportes Específicos Para Promover la Democracia en Dictaduras como Cuba y Bielorrusia.”

Nuevo Gobierno Sueco: Renovación y se Nombra a Cuba

Misceláneas de Cuba sobre la política del nuevo gobierno de Suecia para con Cuba:

Las Elecciones Suecas: Posibles Significados para el Pueblo Cubano

Por la Solidaridad de Suecia y la Democracia de Cuba

Organizzazione o morte - Cosme Beccar Varela


Asha scrive:
interessantissimo pezzo, nel quale si raccomanda: "organizzazione o morte"
E' qualcosa que tutti dovremmo imparare dai rossi, che nella loro ansia di livellare tutto hanno praticamente inserito nel dna.
Solo che a loro non fa schifo, a noi, individualisti e viziati, si.
Basta guadrare i venezuelani o lo stesso esilio cubano, organizzato, si, ma in 500 gruppi diversi e possibilmente rivali.
Certo, il regima fa la sua parte, a dividerli coscienziosamente, ma non e' una tattica nuova ("divide et impera") e dovremmo aver avuto modo di digerirla....
Macche'
Dunque, ripetiamolo:
Organizzazione o morte"


Buenos Aires
21 de marzo del año 2007 - 778



ÚLTIMA RECOMENDACIÓN: ORGANIZACIÓN O MUERTE



La quinta y última consigna de la Alta Política es: actuar, poco o mucho, tendiendo a hacerlo en forma organizada, para desplazar del gobierno a los injustos, deshonestos e ineptos, y promover a los justos que reúnan las condiciones de idoneidad que se exigen para el desempeño de un cargo público, empezando por el más alto de ellos que es la Presidencia de la Nación (ver nro. 772, del 23/2/2007).

¿Quienes son los "justos"? No uso el término en el sentido bíblico de la palabra, que es sinónimo de "santos". El que se considere un santo, obviamente no lo es porque los santos no son presuntuosos (y tampoco idiotas) y el que tenga fama de santo probablemente sea un "santón", cosa que nada tiene que ver con un verdadero santo.

Considero "justa" a una persona que tenga firmemente arraigado en el alma el principio de dar a cada uno lo suyo y que evite por todos los medios cometer una injusticia o permitir que se cometa una, pudiendo evitarlo.

La persona justa teme dos cosas:

El reproche de su conciencia y la vergüenza de sentirse deshonrado por haber cometido una injusticia. Lo que hubiera logrado mediante alguna injusticia le quema las manos y sabe que no lo hará feliz. Por el contrario, aquella cosa, aquella fama, aquel poder obtenido mediante una injusticia será un testimonio constante contra sí mismo que le hará sufrir y hará todo lo posible para deshacer aquel entuerto.

Y por sobre todas las cosas, la persona justa teme a Dios, que es LA JUSTICIA esencial, que aborrece la injusticia y que habrá de juzgarlo cuando muera, para decidir su destino eterno.

Una persona justa puede equivocarse y cometer una injusticia por irreflexión, por ignorancia, o por cualquier otra causa excusante. Pero bastará que se le muestre irrefutablemente la injusticia de su acción para que cambie e intente repararla. Puede no ser un santo, es decir, es posible que las pasiones desarregladas, el temor, la imprudencia, prevalezcan algunas veces en su conducta. Pero nunca dejará de sentir remordimientos por aquellas malas acciones y siempre es posible reconducirlo al buen camino porque, por definición, el hombre justo tiene tan arraigado el amor a la Justicia que nunca se solidarizará ni siquiera con sus propias injusticias.

El rey David, apasionado por Betsabé, envió a Urías, esposo de ella, a una muerte segura y se quedó con su mujer, Dios mandó al profeta Natán que le planteara el siguiente caso: un hombre rico tenía muchas ovejas y su vecino, una sola a la cual "quería como si fuera hija suya". El hombre rico robó esa ovejita para servirla en un banquete, a pesar de que él tenía muchas otras. "Oído esto, David, altamente indignado contra aquel hombre, dijo a Natán: ¡Vive Dios, que hombre que tal hizo es reo de muerte". A lo cual el profeta Natán le respondió: "¡Ese hombre erees tú!...A Urías, heteo, le hiciste perder la vida y te has tomado su mujer para mujer tuya".... (2 Samuel, 12, 1 a 9). Y David lloró amargamente su pecado del cual hizo penitencia toda su vida.

David no fue justo en aquel caso, pero su amor a la Justicia no había muerto y por eso se indignó contra la injusticia que aparecía en el relato de Natán. Era un hombre justo pero no era un santo, aunque después lo fue por la penitencia que lavó su pecado.

Los hombres justos que debemos promover al gobierno nacional pueden no ser santos, pero sí haber demostrado en toda su vida amor a la Justicia y ser celosos de su honor.

* * *

La definición de "injusto", es relativamente sencilla: son todos los integrantes de la "dirigencia" corrupta e inepta, cuya primer injusticia es la usurpación descarada de los cargos que ostentan sin ninguna de las calidades esenciales para desempeñarlos y la segunda, que jamás se plantean siquiera la necesidad de "dar a cada uno lo suyo" sino que su lema es: "todo lo de los otros es mío si puedo agarrarlo". Son la escoria de la tierra, el cáncer nacional, la raíz de todos los males de la Nación y el impedimento de todos los bienes. Los supuestos opositores "de centro" que la prensa promueve, han pactado con la "dirigencia" y no son una opción válida.

* * *

La tarea urgente e indispensable de todo argentino que se precie es desalojar a esa canalla del poder (por las vías republicanas) y, mientras eso no se logre, organizarse para defendernos de sus atropellos, violencias, robos y fraudes. Eso, mientras no surja el Principe de los Arrabales que será para ellos un hueso duro de roer, un defensor natural de la libertad y una alegría para los justos. Sin embargo, como no sabemos si ese Príncipe existe y si actuará algún día, debemos proceder por las nuestras y a eso apunta este programa de Alta Política que estoy recomendando.

Si todos nosotros hicieramos habitualmente lo que recomendaba en los primeros cuatro puntos de ese programa estaríamos en condiciones de actuar, y deberemos hacerlo para que toda aquella preparación no quede como algo teórico y neutro, sin utilidad para la Patria. Lo que el servicio de la Patria exige es una fuerza política organizada, no necesariamente un partido político que, por otra parte, no sería sino un mero instrumento de esa fuerza, si llegara el momento.

Lo importante es la ORGANIZACIÓN y eso por dos razones:

1) Porque no todos pueden hacer de todo; la división del trabajo es esencial para poder realizar las diversas tareas que exige una actuación pública (reunir información, definir estrategias y tácticas, publicar declaraciones, formar seguidores, relacionarse con otras fuerzas, conseguir financiación, realizar reuniones públicas, administrar, etc.) y

2) porque es necesaria una dirección única, cosa imposible si no existe una organización, y viceversa.

La desorganización es sinónimo de dispersión y la dispersión es igual a inoperancia y debilidad. La Historia está plagada de casos en los que los buenos, siendo más numerosos y mejores, fueron derrotados por los malos, aunque fueran menos, simplemente porque aquellos no tenían un jefe único mientras que éstos NUNCA dejan de tenerlo.

Como dijo Nuestro Señor, "los hijos de la tinieblas son más astutos que los hijos de la luz" (Luc. 16,8). Pero no lo dijo como si fuera una ley inexorable, sino como una triste constatación de facto. ¿Por qué no hemos de consolar al Divino Maestro siendo nosotros más astutos que los miserables usurpadores del poder en la Argentina que, entre otras cosas, propician el aborto, dejan morir a los niños enfermos, hambrean a los ancianos, corrompen a la juventud y se roban todo?

* * *

Tomando un ejemplo al azar, veamos el caso de Oliverio Cromwell, jefe de la revolución inglesa del siglo XVII. El secreto de su victoria fue la organización: fundó el primer ejército moderno, basado en la disciplina y en el mando único y con pocos soldados derrotó a los ejércitos mucho más numerosos de Carlos I, lo derrocó a pesar de que la inmensa mayoría de los ingleses eran monárquicos y le cortó la cabeza.

Después se volvió contra los irlandeses a los que odiaba por ser católicos. Invadió Irlanda con su pequeña fuerza y se encontró con una resistencia numéricamente superior pero completamente desorganizada. Los derrotó pedazo a pedazo y los masacró: la ciudad de Drogheda quedó en la historia como una pavorosa matanza de hombres, mujeres y niños. Ni siquiera esa monstruosidad logró persuadir a los irlandeses de unirse bajo un único mando inteligente. Y Cromwell continuó con sus victorias "en detalle" y sus masacres. Hilaire Belloc dice en su biografía del jefe calvinista, que sus triunfos fueron una prueba de "la debilidad de los irlandeses a causa de su división" (p. 289).

En su campaña para enfrentar a los escoceces que venían a rescatar al rey prisionero, ocurrió lo mismo. Derrotó un ejército que lo triplicaba en número a causa de "la imbécil dispersión de sus enemigos" (pag. 308) Y cuando, más tarde invadió Escocia destrozó un ejército muy superior que combatía en su propio territorio bajo el mando de un brillante general, Lord Leslie, pero cuya autoridad era minada por predicadores calvinistas fanáticos que interferían en la cadena de mandos, mientras que la unidad del ejército inglés bajo Cromwell le permitió hacer movimientos ágiles y victoriosos.

Con esto termino mis recomendaciones para Hacer Política. Si tiene algo que objetar o agregar, será bienvenido. Pero más bienvenido será si empieza a convertirse en un combatiente de la Alta Política.

Cosme Beccar Varela

Tutte le manifestazioni a favore della Primavera Negra nel mondo


Asha scrive:
Un quadro un po' piu' ampio delle attivita' del 18 marzo rivela una intensa e appassionata attivita' in ogni parte del mondo, ed e' un conforto vedere tanti fratelli e sorelle cosi' impegnati, tenendo conto che la causa cubana non conta con la stramiliaonaria partecipazone delle battaglie della sinistra, ma anzi, deve superare con grandi difficolta' e niente mezzi il clima di complicita' che le stesse sinistre continuano a permettere che si mantenga con questo regime assassino di liberta.

Con la nostra PRIMAVERANEGRA TV ci siamo sommati, e da questa unione di forze faremo scaturire qualcosa, anche se,per dirla con una metafora, e' come se un gigantesco ciclope (il comunismo e i suoi complici) afferrasse disidenti a manciate, e li divorasse vivi, o li tenesse in prigione a marcire, e noi fuori delle sbarre a guardare , impotenti.

"Sumar gestos y pensamentos al trabajo por la libertad"

CUARTO ANIVERSARIO DE LA PRIMAVERA NEGRA EN CUBA

El 18 de marzo de 2003, más de 100 activistas de derechos humanos fueron
encarcelados en una redada de represión que se extendió a las 14 provincias
de Cuba. Setenta y cinco de esos activistas fueron sentenciados a penas de
hasta 28 años de cárcel, en juicios relámpago carentes de todo tipo de
garantías, en lo que se conoce como la Primavera Negra. El número de
prisioneros de conciencia en Cuba es alrededor de 300.
>
RESUMEN DE ACTIVIDADES PACIFICAS EN APOYO A LOS PRESOS POLITICOS

Cuba

Las Damas de Blanco son las esposas, madres, hijos e hijas de aquellos
hombres y mujeres que se encuentran injustamente encarcelados luego de los
arrestos en contra de la disidencia pacífica de Cuba en Marzo de 2003.
Marchan pacíficamente en Cuba, vestidas de blanco, pediendo solidaridad y
apoyo para una campaña internacional exigiendo la liberación de sus
familiares, quienes han sido arrestados por ejercer la libertad de expresión
y pensamiento.

La organización pro derechos humanos Human Rights First concedió a las Damas
de Blanco, el pasado mes de Noviembre, el Premio a los Derechos Humanos
2006, en reconocimiento a "su dedicación al progreso de los derechos humanos
en Cuba, su coraje y determinación".

En 2005, Las Damas de Blanco fueron co-galardonadas con el prestigioso
Premio Andrei Sajarov a la Libertad de Conciencia que el Parlamento Europeo
concede cada año para reconocer a quienes luchan por la protección de los
derechos humanos, la promoción de la democracia, la cooperación
internacional y la defensa del Estado de Derecho. Entre ellas designaron a
cinco representantes que irían a Estrasburgo para recibir el premio.

Domingo 18 de Marzo:

Iglesia Santa Rita. Asistencia a Misa y marcha en la calle llevando flores
en sus brazos.

Iglesia San Juan Bosco, 6:00 PM: Novenario al alma de Miguel Valdés Tamargo,
uno de los 75 prisioneros de la Primavera Negra que falleció recientemente.

Ayuno Nacional entre el 12 y el 18 de Marzo convocado por:

Movimiento Independiente Opcion Alternativa, Movimiento Femenino Marta
Abreu, Partido Democratico 30 de Noviembre"Frank Pais", FLAMUR, Liga Cubana
de Campesinos Independientes, Asociacion de Sordos y Ciegos Independientes

Miami, FL

Misa el 18 de marzo a las 8:00 PM en la Ermita de la Caridad, 3609 South
Miami Avenue, oficiada por Monseñor Agustín Román, a la que asistieron
cientos de personas, así como representantes de muchas organizaciones.

México, D.F

ESTE VIERNES 16 DE MARZO A LAS SEIS DE LA TARDE SE CELEBRO EN LA COLONIA
POLANCO DE LA CIUDAD DE MEXICO, A UNAS CUADRAS DE LA EMBAJADA CUBANA, EL
ACTO EN REPUDIO A LA PRIMAVERA NEGRA DE CUBA.

LUEGO DE LAS PALABRAS DE APERTURA, UNA ORQUESTA SINFÓNICA INTERPRETÓ VARIAS
PIEZAS CLASICAS, MUY APROPIADAS AL TONO SOLEMNE DE LA ACTIVIDAD.

VARIOS CARTELES Y DOS MURALES FUERON COLOCADOS, CONJUNTAMENTE CON LA BANDERA
CUBANA Y UN ÓLEO DE LA VIRGEN DE LA CARIDAD DEL COBRE, PATRONA DE CUBA. A
LAS SIETE CRUZAMOS LA CALLE PARA LA MISA EN LA IGLESIA DE SAN AGUSTIN,
ELEVANDO PETICIONES POR LA LIBERTAD DE LOS PRESOS DE CONCIENCIA EN LA ISLA,
POR CUBA Y LOS CUBANOS.

Montevideo, Uruguary

El 18 de marzo la BALSA SOBRE RUEDAS recorrió las calles desde Plaza Cuba
hasta la Embajada cubana reclamando la vigencia efectiva de derechos y
libertades en Cuba .

Se recordó a nuestros compatriotas asesinados por la saña criminal de la
guerrilla tupamara, que operó en Uruguay con el apoyo de la dictadura
cubana.

New York, NY

En Nueva York los actos comenzaron en la esquina de Lexington Ave. y la
calle 38, frente a las oficinas de la tiranía, donde nos concentramos
cubanos, y no cubanos amantes de libertad, de 2:00 a 5:00 de la tarde el
domingo 18 de marzo, para marchar unidos distribuyendo volantes en apoyo a
los presos políticos en Cuba..

Houston, TX

Hoy 17 de marzo un puñado de cubanos en Houston, rendimos tributo a nuestros
hermanos cubanos prisioneros de la llamada Primavera Negra, en que el
sanguinario Tirano los tiene en injusta prisión. la COFRADIA de la CARIDAD
del COBRE, CASA CUBA de Houston y la Coordinadora Nacional Cubana oramos en
la Santa Misa presidida por el Padre etíope Gabre Adhana. Después de la
ceremonia desde el mismo altar Jorge Ferragut le dió las mas expresivas
gracias por su solidaridad junto al dolor de nuestro pueblo, que él ha
querido compartir bajo su vivencia etíope.

Raleigh, NC

En Raleigh, Cubano Americanos y personas de otras naciones de Latino
América, asistieron a Misa en la Catedral del Sagrado Corazón el domingo 18
de marzo, en apoyo a los presos políticos en Cuba. Nos reservaron asientos
al frente de la iglesia y se nos invitó a hablar. Frank Castillo explicó los
abusos a los derechos humanos en Cuba y pidió oraciones por los presos
políticos en Cuba. Nuestro mensaje llegó a más de 400 personas asistentes a
la Misa, en inglés.

Se distribuyeron claveles blancos a las damas en nuestro grupo. El semanario
Qué Pasa publicó una foto de nosotros, a la entrada de la Catedral, e
incluyendo comentarios sobre la Primavera Negra.

San Juan, Puerto Rico

El Frente para la Libertad Total de Cuba realizo un acto frente al busto de
Jose Marti en Hato Rey, San Juan,donde se colocó una ofrenda floral al
Apostol de la Independencia de Cuba, y se recibió una llamada de apoyo del
Dr. Darsi Ferrer del Fente Patriotico Nacional desde la Isla.

Berlín Alemania

La ONG alemana "Kuba-Demokratische Zukunft" (que traducida al español
significa "Cuba Futuro-Demorático") desarrolló una importante iniciativa de
apoyo al Movimiento Cívico Independiente dentro de Cuba. La acción tuvo
lugar a la entrada de la Feria Internacional de Turismo de Berlín. Se trata
de la exposición sobre turismo más importante del mundo. Miembros de la
organización distribuyeron panfletos sobre la situación imperante en Cuba y
pidieron a los visitantes de la muestra, que viajen a la Isla como turistas
solidarios y que sean portadores de un mensaje de solidaridad con los presos
políticos, sus familiares así como con el resto de la sociedad civil
independiente.

Estocolmo, Suecia

Los Grupos 95 y 305 de la Sección Sueca de Amnistía Internacional realizaron
el 18 de marzo, un acto conmemorativo por el Cuarto Aniversario de la
Primavera Negra de Cuba. En la céntrica Plaza del Ciudadano
(Medborgarplatsen) de Estocolmo repartieron a los transeúntes octavillas y
otros documentos relacionados con la situación de los derechos humanos en la
Mayor de las Antillas. Invitados por las citadas agrupaciones de la Sección
Sueca de AI, miembros de la Asociación Misceláneas de Cuba nos sumamos al
acto.

Cuando todavía la actividad de los Grupos 95 y 305 de la Sección Sueca de
Amnistía Internacional estaban en su apogeo, los afiliados a la Asociación
Misceláneas de Cuba debimos tomar rumbo a la Misión Diplomática del Gobierno
de los Castro, donde efectuamos un sencillo pero sentido homenaje a los
encarcelados durante la ola represiva de la primavera del 2003.

El 19 de marzo, en las dependencias del Riksdagen, Parlamento Sueco, entre
las 17.00 y 19.00, hora local, se realizó un seminario en conmemoración al
Cuarto Aniversario de la Primavera Negra de Cuba. Osvaldo Alfonso Valdés, ex
prisionero de conciencia de la causa de los 75, residente en Suecia en
condición de refugiado político desde noviembre del 2005, fué uno de los
oradores en el acto conmemorativo, donde relató sobre la situación actual de
los prisioneros políticos en la Cuba de los Castro.

Madrid, España

Exiliados cubanos realizaron el domingo en Madrid un acto de apoyo a las
Damas de Blanco y por la liberación de los 75 disidentes condenados a penas
de hasta 28 años de cárcel en la primavera de 2003. El acto, convocado por
Blanca Reyes, representante en Europa de las Damas de Blanco, se realizó en
la Cripta de Nuestra Señora de La Almudena, a las 13:00 (hora local).

Después de la Misa, Amnistía Internacional (AI) realizó en la Plaza Isabel
II de Madrid un acto de apoyo a los presos de conciencia cubanos y a las
Damas de Blanco, informó Europa Press.

Durante el acto del domingo se encendieron, por cada disidente encarcelado,
una vela que se colocó en un mapa de Cuba. Además se leyó un manifiesto
pidiendo la excarcelación de los presos de conciencia.

Santander, España

Los miembros de la Asociación Cubana de Santander y amigos españoles
solidarios con la cause de los prisioneros de conciencia, se reunieron para
manifestar apoyo a la libertad de los presos políticos en Cuba.

República Checa

People in Need (PIN) conmemoró el Cuarto Aniversario de la brutal represión
de la oposición democrática en Cuba. El jueves 15 de Marzo, las actividades
comenzaron con una manifestación en las cercanías de la Embajada de Cuba, en
Sibirske namesti (Plaza de Siberia), Praga 6. Unas 100 personas se juntaron
enfrente de la embajada, pidiendo la excarcelacion de los presos políticos
cubanos y cambios democráticos en Cuba.>

Al igual que en años previos, se erigió hoy día 15, en la Plaza Venceslao,
en el centro de la capital checa, una celda cubana simbólica. Distinguidas
personalidades checas, simbólicamente vestidas con ropa de prisionero, se
encerrarán por cada uno de los presos políticos cubanos.

Durante el día (a las 2h30) mujeres del ex movimiento disidente checo Carta
77 estarán simbólicamente encarceladas en apoyo a las Damas de Blanco,
esposas de los presos políticos. A las 4 de la tarde, en torno a la celda,
hubieron representaciones teatrales. A las 6h30 se inició una marcha
dedicada a las Damas de Blanco, terminando en la iglesia San Havel, donde se
celebó una Misa para los prisioneros políticos de Cuba.

Santiago, Chile

En la manifestación de Santiago de Chile, llevada a cabo el 18 de marzo,
participó un grupo de 30 jóvenes chilenos.

Maturín, Venezuela

Un numeroso grupo de jóvenes venezolanos, promotores de la libertad y los
derechos humanos para Cuba, realizó en Maturín, ciudad del estado venezolano
de Monagas, una conferencia para recordar a los 75.

Lima, Perú

En la ciudad de Lima, Perú, se realizó una rueda de prensa y una
presentación en la Facultad de Derecho y Ciencias Políticas de la
Universidad de San Martín de Porras. Entre los expositores de esta última se
encontraba la ex candidata presidencial peruana Lourdes Flores Nano y el
abogado peruano y especialista en temas de derechos humanos Milton Castillo
Rodríguez. Además, participaron Orlando Gutiérrez y Calixto Navarro, del
DDC.

Costa Rica

Blanca González, madre del periodista independiente y prisionero político
Normando Hernández González, y Laida Carro, de la Coalición de Mujeres
Cubano-Americanas realizaron visita a la Asamblea Legislativa de Costa Rica
el 14 de marzo, e intercambiaron con diputados de ese país.

Buenos Aires, Argentina

En Buenos Aires, un grupo de mujeres argentinas, miembros del Comité
Internacional de Mujeres por la Democracia en Cuba, asistieron el domingo 18
de marzo a misa en la Parroquia de Santa Rita de esa ciudad, vestidas de
blanco en respaldo a las Damas de Blanco.

Otras actividades de apoyo a los presos políticos en Cuba se realizaron en
Francia, Inglaterra, Alemania, Canadá y Suiza.

Extractos de Noticias

El ministro de Relaciones Exteriores de Italia, Massimo D'Alema, pidió el
jueves al canciller cubano, Felipe Pérez Roque, que el gobierno cubano
respete los derechos humanos y las libertades fundamentales, informó la AP.
D'Alema planteó a Pérez Roque "el tema del respeto de los derechos humanos y
de las libertades fundamentales", dijo en un comunicado el Ministerio
italiano de Relaciones Exteriores.

El Nuevo Herald, Miami, FL
EFE, LA HABANA
"Un grupo de cinco miembros del Partido Radical italiano participó ayer en
la marcha que realizaron en La Habana las Damas de Blanco, en coincidencia
con el cuarto aniversario del inicio de las detenciones de 75 disidentes en
el 2003.

Más de medio centenar de Damas de Blanco, como se denomina al colectivo de
mujeres familiares de los 75, marcharon, como hacen habitualmente todos los
domingos, por la Quinta Avenida habanera para reclamar la libertad de los
presos, tras asistir a misa a la Iglesia de Santa Rita.

El eurodiputado Marco Capatto, el diputado italiano Maurizio Turco y María
Fida Moro, ex diputada e hija del primer ministro italiano Aldo Moro,
asesinado en 1978, formaban parte del grupo de la formación italiana,
integrado en el Partido Radical Transnacional y No Violento, organización
que trabaja con la ONU en la promoción de la democracia y el estado de
derecho.

''Hemos venido para manifestar nuestro apoyo esperando que esto pueda servir
para que muy pronto se produzca la liberación de todos los presos
políticos'', indicó Capatto a la prensa, tras asistir a la misa y mostrar
una pancarta con el lema ``Libertad y No Violencia para Cuba''."

El País, Madrid, España

"Al conmemorarse el cuarto aniversario, 59 de los opositores siguen en
prisión: "Dieciséis fuimos excarcelados con una licencia extrapenal por
motivos de salud; cuatro han salido del país [incluido el poeta Raúl Rivero]
y uno, Miguel Valdés Tamayo, falleció y es ya un mártir", dice Palacios.
Condenado a 25 años y liberado en diciembre, tras ser operado tres veces
durante su cautiverio, asegura: "De los que siguen en prisión, 31 tienen
problemas de salud, y los que estamos con licencia extrapenal podemos volver
a presidio cuando quieran las autoridades".

Para recordar la Primavera Negra y en demanda de la liberación de los
opositores, las Damas de Blanco, un colectivo que reúne a madres, esposas y
familiares de los presos, se movilizan desde el sábado con ayunos, misas,
caminatas y "otras actividades" que no quieren revelar. El sábado, el
grupo -Premio Sajarov del Parlamento Europeo en 2005-, dio a conocer una
carta al rey Juan Carlos en la que le piden que interceda por sus
familiares, igual que han hecho con el papa Benedicto XVI.

Ayer, tras asistir a un servicio religioso, medio centenar de Damas de
Blanco desfilaron por La Habana, pero en un hecho inusual, el grupo fue
acompañado por el ex eurodiputado Marco Capatto y otros miembros del Partido
Radical italiano, que exhibieron una tela con la consigna "Libertad y No
Violencia para Cuba."

Especial para Diario Las Américas

Por Pablo Alfonso

"Si el dictador Fidel Castro pensó que podía regresar impunemente a la época
en que ejerció el terror con toda crudeza y que los desmanes contra sus
opositores serían olvidados con el tiempo, equivocó sus cálculos.

Cuatro años después de la ola de arrestos que condujo a largas condenas de
cárcel para 75 opositores políticos y periodistas independientes, la
dictadura de Castro no ha podido acallar las voces de la disidencia interna.

Mucho menos el clamor de activistas y organizaciones internacionales,
profesionales y de derechos humanos que demandan la libertad los prisioneros
de conciencia cubanos.

La solidaridad internacional con los presos políticos y de conciencia ha
crecido y ganado en organización este año. En diversas capitales de Europa
han sido convocados actos políticos para recordar la fecha; lo mismo que en
Canadá y varias ciudades en América Latina y Estados Unidos."

El País digital, Montevideo, Uruguay

"En estos días se cumplen cuatro años del injusto encarcelamiento de quienes
fueron apresados por reclamar mayores libertades en Cuba. Un hecho que pasó
más o menos desapercibido, al oportunamente coincidir con otro hecho de
gravitación internacional, la invasión a Irak.

En la actualidad hay más de 300 presos políticos en las cárceles cubanas y
el amedrantamiento para los de fuera, es continuo."

Amnistía Internacional y las Damas de Blanco denuncian en Madrid la
situación de los presos políticos
Agencias (Publicado en Encuentro en la Red)

"En Madrid, la ONG Amnistía Internacional (AI) celebró ayer un acto
simbólico en el que reivindicó la libertad para 65 presos de conciencia
encarcelados por diversas causas políticas en diferentes prisiones de Cuba.
La conmemoración, que se desarrolló en una céntrica plaza de la capital,
consistió en el encendido de una vela por cada preso en un mapa de Cuba.
Esteban Beltrán, director de la Sección Española de AI, y Blanca Reyes,
delegada en Europa de las Damas de Blanco, intervinieron en el acto en el
que se leyó un comunicado pidiendo la excarcelación de los presos por
expresar pacíficamente sus creencias y opiniones..."

Ex presidentes polacos hacen pública una carta de apoyo a los opositores
cubanos
Redacción EER (Publicado en Encuentro en la Red)

"Los ex presidentes polacos Lech Walesa (1990-1995) y Aleksander
Kwasniewski (1995-2005) hicieron pública este fin de semana una carta de
apoyo a los opositores cubanos y llamaron a la responsabilidad a las
autoridades de la Isla.

"Hoy, cuatro años después de la 'Primavera Negra', un acontecimiento cuyo
mérito no fue más que asestar un golpe a la oposición democrática en Cuba,
remitimos nuestra carta de apoyo, sobre todo, a los sufridos y humillados,
los héroes conocidos y a los anónimos, para quienes la libertad es un sueño,
infelizmente todavía no hecho realidad", dijeron los ex presidentes en el
texto, publicado el sábado por Gazeta Wyborcza.

"¡Mantened constancia y solidaridad, paciencia y firmeza! Preparaos para
construir un futuro común para todos los cubanos, con el fin de que vuestro
bonito país se convierta en un hogar acogedor para todos sus habitantes, así
como para los que tuvieron que abandonarlo", dijeron Walesa y Kwasniewski a
los opositores cubanos."

'El Mercurio' (Chile) acusa a América Latina de actuar «con total
indiferencia frente a los abusos» en Cuba
'Primavera Negra'

"Hace hoy cuatro años, el 18 de marzo de 2003, el gobierno de Cuba encarceló
a 75 disidentes, a quienes acusó de 'socavar la Revolución'. Actualmente, 59
opositores -entre ellos, 24 periodistas- aún continúan detenidos, sin que
los tibios esfuerzos de la comunidad internacional para conseguir su
libertad hayan surtido efectos.".

".Después de juicios sumarios, sin un debido proceso, los arrestados fueron
condenados a penas de hasta 28 años y confinados en cárceles distantes
varios kilómetros de sus hogares. Allí, sus familiares sólo pueden
visitarlos cada tres meses..

"Ante estos atropellos a los derechos humanos, la solidaridad internacional,
salvo contadas excepciones, no ha sido suficientemente enérgica ni eficaz.
Europa no logró ponerse de acuerdo para imponer sanciones al castrismo, y
América Latina ha actuado con casi total indiferencia frente a esos abusos.
Una acción más decidida de los gobiernos democráticos es necesaria para que,
en el cuadro actual, no se repita otra 'Primavera Negra', que agrave la
situación de los cubanos que aspiran a más libertad".

Editorial de El Mercurio, Chile
18 de marzo de 2007

Compilación:

Pedro López/Coordinadora Nacional Cubana, lpedro152@yahoo.com

Gonzalo Fernández, gfernandez@nc.rr.com

¿Cuba es una amenaza? - El Nuevo Herald

¿Cuba es una amenaza? - 03/19/2007 - El Nuevo Herald

The Havana Treatment - Child of the Revolution

Child of the Revolution : Growing Up in Castro's Cuba: The Havana Treatment

Dalla padella alla brace: comincia la guerra delpetrolio


Asha scrive:
Avevano perfettamente ragione CB e KC: fanno l'accordo e si inculano i cubani.
Questo era quel che non doveva succedere, a cui tutti gli sforzi di fidel e chavez hanno teso in questi anni: resistere fino all'arrivo del petrolio.
Era da quando convoco' il capo della repsol a pochi giorni da suo compleanno del 2005, che i cubani sapevano che il petrolio era vicino 4-6 anni.
Chavez gli ha permesso di traghettarsi fino ad oggi, e adesso (dico adesso ma e' un bel pezzo, come suggeriva appunto cb) le cose cambiano completamente: cuba non molla piu' e continuera' a tenere duro, convinta che col petrolio tutto cambiera'.

Chavez avra' cosi' salvato cuba, i suoi investimenti saranno onorati e il comunismo potra' trionfare.

E chissa' perche' ho il presentimento che sara' proprio cosi'.
Shit.
Cuba invita a EE.UU. a invertir

Plataforma petrolera de EE.UU.

La industria petrolera de EE.UU. promovió proyectos de ley para poder invertir en Cuba.

La ministra de Industrias Básicas de Cuba, Yadira García, dijo que La Habana daría la bienvenida a la inversión de compañías estadounidenses que quieran participar en los programas de exploración de petróleo de la isla.

"Las leyes norteamericanas son las que hoy tienen las limitaciones para que en ningún campo de la economía las empresas norteamericanas hagan negocios con Cuba", dijo García.

Cuba espera comenzar a perforar en el primer semestre de 2008 sus aguas profundas en el Golfo de México en busca de petróleo, declaró García el martes en rueda de prensa.

La posibilidad de extraer crudo frente a sus costas ha despertado el interés de firmas estadounidenses, a las que las sanciones comerciales de 45 años contra la isla prohíbe explorar en aguas cubanas.

El embargo de Estados Unidos impide todo intercambio comercial entre ambos países, excepto la venta de medicina y alimentos a Cuba.

"Nosotros (...) no tendríamos limitaciones", enfatizó García.

Proyectos de ley

La industria petrolera de Estados Unidos ha promovido varios proyectos de ley para que sus empresas puedan iniciar lo antes posible las negociaciones con el gobierno cubano.

Los senadores Larry Craig (republicano por Idaho) y Byron Dorgan (demócrata por Dakota del Norte) presentaron una moción para permitir a la compañías estadounidenses trabajar en aguas cubanas.

En contrapartida, el Senado de EE.UU. presentó un proyecto de ley que busca sancionar a las empresas que inviertan en Cuba. La congresista cubanoamericana, Ileana Ros-Lehtinen (republicana por Florida), presentó un proyecto similar en la Cámara de Representantes.

La Encuesta Geológica de EE.UU. calcula que la cuenca del norte de Cuba podría contener unos 4.600 millones de barriles de petróleo, con un potencial máximo de 9.300 millones de barriles y cerca de un billón de pies cúbicos de gas natural.

La ministra García señaló que Cuba produjo en 2006 2,9 millones de toneladas de crudo, lo que equivale a unos 56.411 barriles de petróleo por día.

El crudo producido actualmente en Cuba, extraído en la costa o en aguas cercanas, es pesado y contiene un alto porcentaje de azufre.

Además, la isla importa alrededor de 98.000 barriles diarios de petróleo, en términos preferenciales, desde Venezuela.

Socios potenciales

García informó que el gobierno de Cuba y la petrolera española Repsol-YPF ya están negociando la contratación de una plataforma para la exploración de varios bloques.

"Estamos trabajando en conjunto con Repsol para la plataforma que en el año 2008 debe venir para iniciar perforaciones en el primer semestre del 2008", dijo la ministra.



Las leyes norteamericanas son las que hoy tienen las limitaciones para que en ningún campo de la economía las empresas norteamericanas hagan negocios con Cuba

Yadira García, ministra de Industrias Básicas de Cuba

Repsol-YPF encontró en 2004 petróleo de buena calidad, pero en cantidades no comerciales, en aguas a unos 1,6 kilómetros de profundidad.

La petrolera española se asoció en 2006 con la empresa estatal india Oil and Natural Gas y la noruega Norsk Hydro para realizar nuevas exploraciones en sus seis bloques.

"El año próximo (2008) correspondería la perforación para comprobar y validar la existencia del petróleo. Eso, después, implicaría dos o tres años para poder consolidar la estructura, evaluar y desarrollar los campos que se vayan encontrando", comentó García.

Rafael Tenreyro-Pérez, gerente de exploración de la empresa estatal Cubapetróleo, no duda que la zona económica exclusiva de Cuba en el Golfo de México, un área de unos 112.000 kilómetros cuadrados parcelada en 1999 en 59 bloques para la exploración extranjera, tiene petróleo.

"La pregunta no es si hay o no hay petróleo. La pregunta es cuándo vamos a poder sacarlo", dijo Tenreyro-Péreza la agencia de noticias Reuters.

Un total de seis petroleras internacionales, Repsol-YPF, ONGC Videsh, Norsk Hydro, la malaya Petroliam Nasional Berhad, la canadiense Sherritt International y la estatal venezolana PDVSA ya han contratado o manifestado interés en los bloques cubanos.

martedì, marzo 20, 2007

Eltiempo.com revela radiografía del periodismo digital y los periódicos web en Latinoamérica

EL TIEMPO.COM - Cultura -> Eltiempo.com revela radiografía del periodismo digital y los periódicos web en Latinoamérica

DESENMASCARARÁN A ESPIAS CUBANOS EN SUS EMBAJADAS - Nuevo Accion

Dopo molti giorni di inesistente blogging ritorno per scoprire questa fantastica sfida al governo cubano: se non libereraano tutti i prrigionieri politici, verranno rivelati i nomi delle spie castriste sparse nelle ambasciate, inclusa quella dell'onu.

Non so valutare il reale impatto di questa minaccia, ma mi piace il fatto di usare il ricatto con dei ricattatori.

Penso che non cederanno, e i nomi verranno rivelati, e forse ad andarci di mezzo saranno proprio los presos.

Nuevo Accion, l'incredibile website che instancabilmente tiene viva la fiamma della liberta "ad ogni costo", ha pubblicato una intervista con l'autore d questa sfida, Luis Domínguez di secretosdecuba.
Mancano 30 giorni...



EDICIÓN DEL MIÉRCOLES 21 DE MARZO, 2007

DESENMASCARARÁN A ESPIAS CUBANOS EN SUS EMBAJADAS

UN RETO A LA TIRANÍA

El staff de Secretos de Cuba, se ha anotado una tremenda victoria, al lograr ubicar a la mayoría de los agentes de la inteligencia y espías que trabajan encubiertos como diplomáticos en las distintas embajadas de la tiranía a través del mundo. Después de una paciente y perseverante labor, se han logrado descubrir con certeza a cientos de espias en el servicio diplomático castrista, y tenerlos ubicados con nombres y cargos que ocupan en la sedes diplomáticas. Secretos de Cuba y Nuevo Acción, con quien ellos han decidido compartir la divulgación de este monumental trabajo de inteligencia que han venido realizando, tienen archivadas las listas para publicarlas a su debido tiempo.

Luis Domínguez, Administrador de Secretos de Cuba, y sus colaboradores han pensado que tal vez este trabajo pueda resultar en la libertad de los presos políticos cubanos o de lo contrario se les van a desenmascarar a la mayoría de sus espías en el exterior, por lo tanto han decidido lanzar un duro reto al régimen cubano.

En entrevista exclusiva concedida al Director de Nuevo Acción Luis Domínguez nos dijo, refiriéndose a esto:

"El palo será duro, les diré que los espías en muchas embajadas cubanas serán desenmascarados, por ejemplo en España tengo los nombres completos de 13, en la ONU, los números pueden llegar a 33, Washington 14, no voy a seguir para no aburrir, pero tengo nombres, apellidos, algún que otro historial, para que agencia cubana trabajan, y que tipo de trabajo hacen, Ya sea del DIM, CI, de los trabajos, custodio, clavista."

Preguntado sobre cúal cree él que sería la reacción de la inteligencia castrista ante el reto y las revelaciones, Luis nos dijo: "Los agentes de la inteligencia castrista, no son tan inteligentes ahora, se van a cag.. en sus pantalones. Para que tengan una idea de que sé de lo que estoy hablando en la ONU en Nueva York hay tres agentes de la DIM incluido el Jefe, 10 custodios, no seguiré por ahora. "

Le preguntamos a Luis si podía explicarnos en que consistía su reto y nos aseguró con palabra firme: 'Si quieren que no saque todo eso de un palo, les daré una sola oportunidad. Que no quede ni un solo preso político en Cuba o como mínimo, nombraré a 73 de sus oficiales en las embajadas de Cuba en el Exterior. Ellos saben como ponerse en contacto conmigo, tienen tres semanas."

A partir de ayer comenzó el conteo regresivo. A los lectores de Nuevo Acción, les anunciamos que les mantendremos informado del desarrollo de esta noticia y que publicaremos al unísono con Secretos de Cuba, los nombres de los oficiales de las distintas agencias de inteligencia y contra inteligencia cubana, camuflados como diplomáticos.