mercoledì, dicembre 06, 2006

Palacios y la Saddamn-tactica del Raulato

Palacios y la Saddamn-tactica del Raulato

Sulla liberazione di Palacios mi viene in mente Saddam Hussein che accarezza la testa del bambino inglese, che lo guarda terrorizzato e si scosta leggermente, guardandolo.
Li liberava benevolmente uno a uno, cinque e cinque, e per ciascuno otteneva tempo, generalmente.

Hector Palacios e' stato liberato, come previsto in KC.
Questa foto e' il mio modestissimo omaggio a questa persona, e ce lo ricorda nella sua intera dignita', assieme al grande Bergnes e al mio amatissimo Rivero, con Paya' sullo sfondo e Aznar in primo piano.



A cosa serve il tempo a Raul?

KillCastro - A war blog

Hasta la victoria, Siempre! Patria o Muerte! Venceremos. - firmato: Hugo Chavez

Questo e' cio' che un italiano che vive e blogga da cuba ha notato:
Hasta la victoria, Siempre! Patria o Muerte! Venceremos.

Queste sono le frasi con le quali da decenni Fidel Castro conclude i suoi discorsi.

Le ho sentite ieri in diretta, ma non le ha pronunciate ne Fidel, ne suo fratello Raul, tantomeno qualche altro dirigente cubano. Sono state urlate alla festante folla dei suoi sostenitori da Ugo Chavez a Caracas dopo che il comitato elettorale venezuelano ha sancito, dopo il 78% dello scrutinio delle schede elettorali la sua schiacciante vittoria sul suo oppositore di destra, Manuel Rosales, Governatore dello stato di Zulia. Chavez ha infatti dedicato la vittoria a Cuba e al suo amico Fidel. Comunque sentirlo mi ha fatto un po' impressione. A Cuba la rielezione di Chavez è stata ovviamente festeggiata da stampa e TV.

Collaborazionismo italiano con cuba - Telecom Italia - ETECSA

Termine infame.
Non tanto per fare affari con il governo cubano, ma per aver accettato di applicare tecniche sofisticate di controllo sui propri sistemi, a fini di repressione.

E' una questione di etica;
certo, e' lo stesso che fanno gli usa, spiando i propri cittadini, o anche gli europei, sotto maggiori garanzie giuridiche, forse.

In poche parole, la scusa e' la sicurezza nazionale.
E la conseguenza e' un controllo usato a fini PERSECUTORII: in italia o USA non si usano le telecomunicazioni perindirizzare le brigate di risposta rapida, o gli odiosi atti e hostigamento, o arresti pretestuosi, o incarcerazioni: di fatto, in Cuba il sistema e' stato RIPROGETTATO per fare questo.
E penso ad alcuni compatrioti che ogni giorno vanno al lavoro ad accanirsi sui dissidenti, aguzzini magari di portonaccio, o di Prato, o di Ravenna, al matadero quotidiano, con pausa mensa.

E' dunque un UN-ETHICAL BUSINESS, e bene si fa a denunciare, anche se vanamente.

E sono orgogliosa che, come al solito, il Partito Radicale Transnazionale, il mio partito, ci stia in mezzo.

Grazie a Stefania per avermi svegliato l'attenzione su questo aspetto, veramente significativo.
L'Opinione delle Libertà

L'Opinione delle Libertà

martedì, dicembre 05, 2006

El Raulato: ¡YA EMPEZARON LOS CAMBIOS! - Nuevo Acción

Sempre la penna e l'acume di Aldo Rosado-Tuero notano qualcosa che ad altri sfugge.
Per esempio, qui riporta che Ral ha concluso il suo discorso con VIVA CUBA LIBRE, e on con Patria o muerte , venceremos.
Dattaglio mondiale, sfuggito a tutti.

Altra perla di Rosado , il RAULATO.

Nuevo Acción: "¡YA EMPEZARON LOS CAMBIOS!

¿PARA BIEN O PARA MAL?

Una reflexion de Aldo Rosado-Tuero

En alta política lo que cuenta son las cosas dichas con sutileza, los mensajes crípticos y las posturas no anunciadas, pero que son visibles. Y todo eso ya está ocurriendo en la Cuba post Fidel Castro.

En la historia los cambios ocurren para bien o para mal, e inclusive algunos cambios que a primera vista parecen ser para bien, resultan a la larga para empeorar las cosas y al final terminarán afianzando el mal que aparentemente se quería mejorar. Y eso es, a mi modo de ver, lo que está ocurriendo en Cuba.

Me explico: Ya se comenta en Cuba, con un cierto alivio, que se acabó la era de los discursos kilométricos; y Raúl ha terminado los dos más importante discursos pronunciados desde la enfermedad del tirano mayor, desechando las consignas fatalistas de ¡Patria o Muerte!, o ¡de Socialismo o Muerte!. Sutil, pero visible cambio, que le resulta grata a una población agobiada hasta el cansancio con los discursos kilométricos, las enseñanzas didácticas, las promesas vanas y las llamadas a la muerte y la inmolación, en pro de un futuro que nunca llegó, tras casi medio siglo de pedidos al sacrificio. En su lugar el tirano menor, lanza el grito, más placentero y más aceptable para todos de ¡Viva Cuba Libre!.

Y aquí radica el peligro: Si después de 47 años y medio de miseria, destrucción y dregradación del modo de vida, esta población, perdida todas las esperanzas, comienza a aceptar, como buenos pequeños e insuficientes cambios, que no traigan la libertad y la democracia y ven en un mínimo de reformas cosméticas una solución que les satisfaga medianamente; la libertad de nuestra patria y el fin de la tiranía se habrán alejado por varios años más.

Y si a todo esto le agregamos el latente peligro (para los que aspiramos a la libertad y la independencia total de Cuba y el fin de todo tiranía) de que el "Establecimiento" norteamericano llegue a un acuerdo con el "Raulato" y se establezca el modelo chino, tenemos que llegar a la conclusión de que nos encontramos en una etapa crucial de nuestra historia y que urge redoblar los esfuerzos, para que esto no ocurra y para que nuestro pueblo no acepte complacido unas migajas, que les van a a arrojar, como se arrojan unos granos de palmiche a los puercos en ceba que se preparan para ser sacrificados.

CUBANOS QUE DE VERDAD QUEREMOS QUE REINEN LA LIBERTAD Y LA DEMOCRACIA EN CUBA, LLEGÓ LA HORA DE UNIRNOS Y DE LUCHAR EN TODOS LOS FRENTES, PARA QUE EL CONFORMISMO DE LOS NUESTROS Y LA TRAICIÓN DE LOS AMIGOS NO FRUSTREN NUESTRO DERECHO A VIVIR EN LIBERTAD Y DEMOCRACIA.

La colera de Ramiro - cubanalisis



An ancient recipe put to work - Killcastro

Chiarissimo, ci siamo capiti: il passaggio chiave e' nelle ultime righe, che vi lascio il piacere di leggere nella prosa leggera e sagace di Charlie Bravo, tradotta anche in italiano.

KillCastro - A war blog: An ancient recipe put to work

Una vecchia ricetta messa in pratica
CB at KillCastro

E' quello che ha fatto el Mico. Ha ripreso le prime pagine del'antico manuale delle tirannie politiche, le ha lette un paio di volte e le ha messe in pratica. Il segreto, come il mio collega KillCastro brillantemente nota, e' dare alla popolazione qualche sollazzo.

Ha sempre funzionato, e piuttosto bene, fin da tempi pre-romanici.

Un tiranno che si rispetti deve nutrire il proletariato, lo deve inebriare, non solo con promesse, ma anche con alcool da poco. E' cio' che ha fatto kasstro in cuba, e ha continuato a fare fino a pochi mesi fa. Le folle sono sempre state rifornite con qualche alchool e qualche panino. Quindi una spruzzatina di ideologia sulla ciurma e, voila', avete ottenuto un movimento rivoluzionario.

Bene, el Mico Putamayo ha applicato la ricetta di zio fidel e di tutti gli altri tiranni prima di lui. Con i soliti ottimi risultati. Lui ha per la verita' aggiunto un tocco di machismo-shock sotto forma di una squilibrata tirata contro Bush alle Nazioni Unite. La plebaglia adora un capoghenga con i coglioni, e quella tirata e' stata percepita dalla massa come se el Mico stesse mostrando un paio di coglioni cosi', cosa che tutti noi sappiamo difetta.

Va detto che el Mico non ha accanto un che guevara, che Venezuela non ha mai visto cose come campi di concentramento o fucilazioni come si sono viste in Cuba. La sua brutalita' si esprime solo con la brutalita' delle sue ebbre masse.

Abbastanza sorprendentemente, infatti, l'opposizione Venezuelana puo' contare su una stampa libera, televisioni anti-chavez, liberta' di riunione, armi, risorse per la mobilitazione, addirittura militari antichavisti nell'esercito, per non parlare dello straordinario vantaggio rappresentato dal mondo intero che guarda. Situazione ben differente dalla decimata opposizione cubana, solo per dirne una. Sapendo inoltre molto bene quel che e' successo a Cuba.

E cosa ha fatto Rosales a mezzanotte? Un discorso di riconoscimento. Ha riconosciuto. Come niente, molto elegantemente. Ha tradito tutto il movimento antichavez con un discorsetto di concessione . I patrioti venezuelani erano pronti a prendere le strade, ma il loro leader di opposizione si presenta e si arrende in diretta TV a chavez e ai suoi scherani.

Invece di denunciare davanti al mondo che la liberta', i diritti civili ed il futuro del Venezuela erano stati rubati con la frode, la forza e la manipolazione delle masse, Monsieur Rosales si fa avanti e legalizza la presa di potere del comunismo sulla sua nazione con poche parole.

Il che mi lascia il dubbio: anche questo faceva parte del piano chavo-comunista per legittimare il regime?

CB at KillCastro

lunedì, dicembre 04, 2006

DE AUSENCIAS, PLAZAS Y DISCURSOS - Estancia Cubana

Estancia Cubana | Editoriales, opiniones, noticias sobre Cuba y el resto del mundo.

Cuba-Disney Parade Costumes - La Contra Revolución

La Contra Revolución: Cuba-Disney Parade Costumes

No so perche', ma il blog de El Gusano- la contrarevolucion, pur avendolo visto comparire in molti comments, non lo avevo mai incontrato, navigando.

Per caso, leggendo il blogroll del Guinero, ho scoperto il link a questo bellissimo e appassionato blog, e immeditamente mi ha fatto ridere vedere i suoi commentini alla disney-parade...,

.... che come dice el Guinero, e' fatta e pensata per il cubano, perche' non si azzardi.....

Que fue lo que pasó, y lo que no pasó - El Güinero

E' un po' poco, ci aspettavamo di piu' dal Guinero...
Pero ci conferma quel che CB/KC avevano detto da MOOOOOLTO tempo, e la seonda cosa, ancora piu' importante:
"Ese desfile fue pa'l cubano de la calle, pa'que sepan que la china tendra alas, pero que a aletazos tambien le parten el coco a cualquiera que se salga del plato.."

Chiarissmo, grazie.
Passo e chiudo.

El Güinero: Que fue lo que pasó, y lo que no pasó

historias del mariel

El documental sobre el mariel, lo estb buscando y lo encontre' solo hoy.

http://z11.invisionfree.com/Basta_de_opresion/index.php?act=idx

domenica, dicembre 03, 2006

castro's Birthday Bash - 26th Parallel

26th Parallel: castro's Birthday Bash

Castro absent from parade marking 50th anniversary of Cuban revolution: South Florida Sun-Sentinel

Castro absent from parade marking 50th anniversary of Cuban revolution: South Florida Sun-Sentinel

24 horas: el exilio todavia ...

Dio che nervi!
Killcastro aveva predetto tutto cio', bene.

Adesso e' avvenuto il fatto "nuovo".

La china ha fatto il passo:

BOOOOOOOOOO!!!!!

Le avanguardie dell'esilio gli salta addosso:
"A bluff" dice baracutey
"shit" dice babalu
"vietnamization" dice cb
"conditions" dice 26th parallel, a tira fuori una base di richieste stilata da babalu il 26 aprile 2006:

  1. That all Cuban political prisoners and prisoners of conscience be released immediately and granted an unconditional amnesty.
  2. That all Cubans be allowed to move freely within the country.
  3. That the existing system of apartheid-like segregation be eradicated immediately, specifically that all Cubans be treated as equals to their foreign counterparts, such as “prominent scholars and artists” from abroad.
  4. That all Cubans be granted access to all sources of uncensored information, whether in broadcast, print, or Internet immediately.
  5. That all Cubans be granted the freedom to express their opinions freely without fear of repercussions.
  6. That all Cubans be allowed to travel abroad freely.
  7. That all Cubans be allowed to live, work, and seek a better life for themselves as they see fit.
  8. That all Cubans be allowed to elect their leaders through verifiable, transparent democratic elections as allowed for in Cuba’s last legitimate constitution, the Constitution of 1940
E il resto? Tutto tace a 24ore, tutti notano che fidel non c'era, curioso modo di non ascoltare chi sta parlando (raul), e ascoltare chi tace, o manca.

"..." nuevo accion
"..." blogforcuba
"..." Andres Oppenheimer
"..." Carlos Alberto Montaner
"..." Child of revolution
"..." CubanAmerican Pundit
"..." Cubanology
"..." El Cafe Cubano
"..." EL CONFETI
"..." El Güinero
"..." Free Thoughts
"..." Herejas y Caipirinhas
"..." la ventanita at Wall Street Café
"..." Misceláneas de Cuba
"..." Penultimos dias
"..." Today's Tomás Estrada-Palma Message
"..." Western Hemisphere Policy Watch
"..." Yo Acuso Castro

Lo so che la mia e' ingenuita' e ignoranza, lo so che solo i cubani (TUTTI I CUBANI, ANCHE gli ESILIATI) hanno il diritto di pisciare in faccia a chi li ha torturati per mezzo secolo, percio' non faro' nulla piu' che esprimere il mio personale punto di vista, senza voler con cio' condizionare nessuno.

Pero' io lo vedrei, questo bluff.
Io mi siederei ad annusare la merda scodellata.
Io accetterei di esaminare il vietnam cubano.

Pero, come dice Armengol, l'esilio lo respingera', e come dice CB, non contera' un tubo.

KillCastro - A war blog: And Janelle said...

¿INJERENCIA O DIALOGO? - CUADERNO DE CUBA

Mi da sempre i maldipancia, lo trovo un noioso, irritante criptocomunista, come ce ne sono migliaia qui in europa.

E anche stavolta riesce a non dire niente, a non esprimersi, a non dare ne lumi ne lime (lumi per illuminare, lime per aprirsi una via).

Pero dice chiaramente tre cose:
- che la mossa raulista e' astuta, non e' detto che sia solo propaganda
- che e' pragmatica, e se washington si arrocca, e' ideologica
- che l'esilio dira' no.

CUADERNO DE CUBA: ¿INJERENCIA O DIALOGO?

sabato, dicembre 02, 2006

Estados Unidos emplaza a Cuba a realizar reformas democráticas - contactocuba

CONTACTO CUBA Desde Puerto Rico para Toda Cuba:Estados Unidos emplaza a Cuba a realizar reformas democráticas

TRATATIVAS? 6 horas, y el exilio todavia

Sono 6 ore che raul ha offerto negoziati, e nessuno apre bocca.

Mi sono preso la briga di fare un gironnei blog cubani, e di tutti solo Killcastro, Baracutey Cubano, Castrianism e avevano dato la notizia, come si puo' vedere dal filmino piu' sotto.

Le mie reazioni a caldo sono:

1.trattativa? yes
2.e' un calcio in cula a chavez, i giochi gia' sono fatti, allora
3. paya e' il vincitore, il regime trattera con lui
4. chi difendera' cuba per tutti noi?
il mio sondaggio parlava di un presidente di cuba,
pero ha dato primo biscet (improponibile), secondo Montaner, terza martha, quarto paya, quinto valladares, sesto rivero



e questo e' il browsing dei siti che sei ore dopo ancora non avevano reagito..

Raúl Castro ofrece a EEUU resolver sus diferencias

:: NOTICIERO DIGITAL :: Ver tema - Raúl Castro ofrece a EEUU resolver sus diferencias

La dictadura castrista ofrece a EEUU resolver sus diferencias "en la mesa de negociaciones" - Libertad Digital

INCREDIBILE!
La dictadura castrista ofrece a EEUU resolver sus diferencias "en la mesa de negociaciones" - Libertad Digital

venerdì, dicembre 01, 2006

Raul, El tercero chulo and the GRANPA expedition - on Babalu Blog

As I arranged all forecasts I had heard according to the degree of plausibility, I came up with the following. Cuba is evidently ready for change. It is equally clear that a transitional period will precede far-reaching reforms, and Raul Castro will, most probably, come into the limelight during that time. But then, he is an ailing old man, and does not have his elder brother's public support. I talked to many Cuban taxi drivers, and almost all of them turned out to be ardent Fidelistas. No one had a kind word to say about Raul Castro, who was their former commander as Cuban defense minister-the majority of government-employed Cuban taxi drivers are retired soldiers. My conclusion is then that Cubans will not remain "quiet and docile" during the transitional period, which can turn out to be much shorter than expected, and may have unpleasant surprises in store for Raul Castro.

Babalu Blog: "When it rains, it pours..."


Raul, El tercero chulo and the GRANPA expedition.
This must be analysed, because is said by a Russian, a non-american insider.

I agree that the raul-bunch sit with economics, and yes, they, being corrupt, can be the third-way for "capitalism" to enter Cuba.

I agree that there will be a transition period, maybe until the beast is still alive.
I agree that if Raul (mayusculo, por una vez) do not improuve dramatically the lives of cubans, cubans will react.

But USA and /or FREEDOM is not a necessary burden to survive, because they have THREE LEGS, (remember what castro said?): China, Venezuela and ...oil.

The Venezuela's gold-shower will last few months, soon medics and educators will be fired, and China will become "El tercero chulo" after URSS and VENEZUELA, until the oil will came to save the regime's ass.

Do cubans will prouve something to Raul?
I doubt, i like cubans, but, as said by dissident Valdés Guevara, recently in-miamized, «La población no tiene vida, pero no quiere hacer nada para lograr el cambio».

And the exile?
Too busy to make a new life outside to volunteer for a new GRANPA expedition (that would be an immense hit to the tyranny, and probably an immense success.), can only roast himself into impossibles dilemmas (desembargo/free travel, wetfoot, etc) while ear-smoking of rage to see yaers passing and castros kidnapping his patria and blakmailing their families.

Babalu Blog: When it rains, it pours...

La población no tiene vida, pero no quiere hacer nada para el cambio: Valdés Guevara en Baracutey Cubano

BARACUTEY CUBANO: "Al disidente le entristece que cientos de jóvenes de Manzanillo y de todas partes fabriquen lanchas y barcos de forma clandestina para escapar del país «La población no tiene vida, pero no quiere hacer nada para lograr el cambio», dijo Valdés Guevara."

Cuba takes the tolerant course - FT.com /

Tutto va per il meglio a Cuba, e il golf rischia di rubare l'attenzione dei cubani da pie'...

FT.com / Arts & weekend / Pursuits - Cuba takes the tolerant course

VENEZUELA - SANGRE - Presentan informe sobre fraude el 3D

Esce a due giorni dall'elezione questo allucinante compendio delle truffe che che il chavismo ha approntato per vincere le elezioni; dopo aver letto questo qualsiasi sincero democratico dovrebbe sltre sulla sedia e prepararsi a combattare a sangue questa barbarie.

A quanto sembra di capire, il chavismo (o meglio, i cubani) hanno rovesciato come un calzino il venezuela ( ecco perche' e' stato appaltato a loro il riordino del REP,Registro Elettorale Permanente), la distribuzione delle carte di identita', la organizzzione del sistema informatico; senza questi tre punti di controllo (solo i cubani infatti, in assoluta esclusivita', possono operare senza timore di fughe di notizie) infatti, tutto cio' non sarebbe possibile...

Credo naturalmente che Rosales e i suoi sappiano perfettamente tutto, e non resta che sperare che questa volta esista un piano B, e che alle prime avvisaglie, venga messo in atto con determinazione.

Come finale mi resta una sola sicurezza; dopo queste elezioni, comunque vadano, non restera' un solo cubano in tutto il paese; se fossi venezuelano li considererei come i nazisti cha hanno occupato la mia patria, e li caccerei fuori senza nessuna pieta'.


:: NOTICIERO DIGITAL :: Ver tema - Presentan informe sobre fraude el 3D

ANÉCDOTA DE UNA GUARDIA MÉDICA EN CUBA - Nuevo Acción

Nuevo Acción ANÉCDOTA DE UNA GUARDIA MÉDICA EN CUBA

Surrealismo a la cubana

Por José Luís Amiéiro Rodríguez / Conexión cubana

De lo que voy a contar puede dar fe cualquier médico cubano, no hay en ello un ápice de exageración.

Las guardias médicas en Cuba no se pagan. No se percibe ni un centavo por esta actividad profesional.

En un mes puedes hacer cinco o seis guardias, depende. Una semanal, más una que corresponde a un sábado o un domingo.

Además, no está contemplado el descanso después de la guardia. Debes continuar trabajando al día siguiente hasta completar ocho horas laborales. Ni una más, ni una menos. Hay hospitales y policlínicos que por un ajuste interno de la dirección del centro le permiten al facultativo marcharse una o dos horas antes de la hora oficial de salida, pero escasean estos sitios. Lo habitual es que tengas que cumplir la jornada completa.

Algunos médicos, entre ellos me contaba yo, que utilizábamos el ardid de marcharnos y dejar la tarjeta a un compañero de confianza para que fuera él quien nos hiciera el favor de marcarnos la salida. Era un riesgo que corría el colega y el beneficiado, pero lo hacíamos.

Otro inconveniente con el que tropezamos los profesionales de la salud es la escasez de material, una pobre infraestructura hacía mella en el buen servicio, que se supone debemos prestar a la población.

Al comenzar la guardia nos asignaban una cantidad de radiografías. Casi siempre eran cinco o seis, no más, también estaban contadas las ampollas de cada medicación: salbutamol, aminofilina, dos rollos de esparadrapos, cinco o seis sobrecitos con las suturas, tres bisturís, un frasco con peróxido de hidrógeno (agua oxigenada) y medio litro de rojo aseptil, etc. Ah, también un litro de alcohol de noventa grados teñido con timerosal para que no se lo tomaran.

(En la foto: el cielo raso de un cuarto de recuperación de un hospital de Cuba) Al comenzar la guardia nos asignaban una cantidad de radiografías. Casi siempre eran cinco o seis, no más, también estaban contadas las ampollas de cada medicación: salbutamol, aminofilina, dos rollos de esparadrapos, cinco o seis sobrecitos con las suturas, tres bisturís, un frasco con peróxido de hidrógeno (agua oxigenada) y medio litro de rojo aseptil, etc. Ah, también un litro de alcohol de noventa grados teñido con timerosal para que no se lo tomaran.

Pasaban revista al inicio y el comienzo de cada guardia. Si faltaba algo que no estuviera bien justificado su uso podías buscarte un problema. La “Santa Inquisición” estaba a la espera del mínimo fallo para caerte encima y destriparte. Pobre de ti si eras considerado un elemento virtualmente peligroso para la nación: indiferente, apático, que hubieras solicitado la salida del país o que alguien, un chivato, hubiese oído, por pura casualidad, que te gustaban las películas norteamericanas o que tenías un familiar en el extranjero que trabajaba en unas canteras de piedra y que le iba mejor que a ti, siendo médico en la Cuba socialista, tierra de Fidel. Nunca mejor dicho.

Bueno, luego de este preámbulo, paso a contarles una divertida anécdota. Que no por ser divertida se aleja de la verdad.

Era domingo y tenía guardia de 24 horas en el policlínico.

El edificio no era tan viejo, pero a trechos se caía a pedazos: persianas desprendidas, paredes desconchadas, bombillas fundidas y camillas chirriantes.

La consulta era asfixiante. Un angosto cuarto de cuatro por cinco metros, ventilada por un vetusto ventilador “Órbita”, atornillado a la pared, que sólo funcionaba en la primera velocidad, emitiendo una tenue brisa que no refrescaba mi cara, ya de por sí contraída, sudorosa y grasosa por el esfuerzo realizado minutos antes de arribar al centro, pues había trepado, andando, con la bici de la mano, la empinada loma de Jesús del Monte. Pendiente legendaria en la barriada que lleva su nombre.

En una guardia podía atender un cúmulo de 200 pacientes, en 24 horas. Virtualmente sin comer apenas nada.

A veces me traía algo de casa, un pan con algo y un pomo plástico con refresco instantáneo de sabor y color indefinido, tirando a amarillo, pero que mitigaba, subjetivamente, la sed. O eso me parecía. Era mejor que tomarse el agua de la pila con sabor a cloro.

Aquel domingo comencé a despalillar rápido: catarros, tumores, sífilis, gripes, granos infectados, locuras, paranoias y depresiones. No había mucho que prescribir, salvo cocimientos e infusiones; para guiarme tenía a mi alcance el vademécum de medicina verde. Éramos y somos la vanguardia de la medicina naturista. Seguramente la escasez de fauna y la abundancia de flora tendrán algo que ver en ello. Y el seso de nuestros dirigentes.

Aquel día me habían asignado sólo dos placas para toda la guardia. Estado de excepción, pues el resto habían ido a parar a la Dependiente (Hospital Clínico Quirúrgico de Diez de Octubre). Habitualmente me dejaban cinco o seis. Desabastecimiento en el municipio. Esa fue la excusa que me dio quien me hizo entrega de la guardia, el médico que había estado en el policlínico de sábado para domingo. Sólo dos radiografías ¡Sólo dos! Y la cifra resonaba en mi mente. Tenía que hilar fino si quería salir airoso de la contienda.

La mañana transcurrió sin sobresaltos. Al llegar las doce del día se habían atendido 80 pacientes.

A la una y algo llegó un accidente de bicicleta. Un carro de alquiler traía a una despampanante rubia con una fractura, en apariencias, del hueso escafoides de la mano derecha. Típica: dolor en la tabaquera anatómica y caída de bruces con la palma de la mano extendida.

Ya gastaría una radiografía, pensé. ¿Una? No, no podía incurrir en ese lujo. Y comencé a elucubrar. Era un estado de excepción, tenía que jugármelo todo a una sola carta. Paciencia, mucha paciencia. No podía gastar placas, pero tampoco desacreditarme con diagnósticos erróneos o dejar marchar a un paciente sin enyesarle la mano, o viceversa, enyesársela sin justificada causa.

Entonces decidí lo que nunca debí haber decidido. Le puse un analgésico a la mujer y la acosté en la única camilla que teníamos, con la excusa de esperar a que aliviara su dolor para practicar los exámenes radiográficos pertinentes. El esposo que le acompañaba agradeció el gesto.

En realidad quería combinar una placa para tres pacientes (mi especialidad, una creación mía en período especial), esperaría a que llegara otro accidentado, o dos más, dependía de las lesiones que tuvieran, lo cual era común que ocurriera un domingo de verano en aquella parte de la ciudad. En una guardia solían verse hasta cinco o más lesionados, de carácter serio.

En efecto, a la media hora trajeron un negro enorme con un machetazo en el hombro izquierdo. Le canalizamos una vía, le curamos, suturamos, vacunamos y estabilizamos clínicamente. Sólo faltaba realizarle una radiografía para verificar si estaba lesionada la clavícula y asegurarnos de que el paquete vasculo-nervioso de la zona no había sufrido daño, o no existía un neumotórax (entrada de aire a la pleura por rotura de la misma), aunque a la auscultación del pulmón éste funcionaba bien. Buena entrada y salida de aire. Pero tenía que asegurarme. En medicina vale más pecar por exceso y no por defecto. Esa máxima nunca me ha fallado, hasta el momento.

Yo contento, me frotaba las manos. La cosa marchaba bien, con otro lesionado más podíamos meter lo que yo solía llamar “un tres en una”. Así ahorraba material radiográfico para una urgencia en la madrugada, donde la cosa, a veces, se ponía fea. Se complicaba.

A las cuatro de la tarde llegó el que faltaba. Un viejo con un balazo en la nalga izquierda. Una bronca en Santa Catalina y Milagros. Había perdido poca sangre, pero tenía orificio de entrada, no de salida, ¿dónde estaba alojado el proyectil? Pronto lo sabría. Para eso estaba la placa.

Llevé a los tres accidentados a la sala de Rx. Un eufemismo. Aquello era una fosa oscura en el sótano del edificio. La rubia bajó las escaleras caminando, el viejo cojeando y al negro lo bajamos entre tres, la enfermera, el CVP y yo, sujetándolo, iba mareado.

Al negro lo acostamos sobre la dura y fría cama de Rx — boca arriba — , la mano de la rubia, abierta, la coloqué bajo la axila derecha del negro, ya que este brazo el hombre lo podía levantar y me dejaba un espacio aprovechable, y al viejo lo acosté de lado, junto al negro, dándole la espalda a éste y con los pies en sentido contrario a los del otro y encogido sobre sí, en posición fetal, o sea, que la nalga accidentada quedaría muy cercana a la cara del hombre de color, no bajo su sobaco, este brazo no podía levantarlo por estar lesionado. En una sola toma, tendría las tres lesiones: la de la rubia, la del hombre negro y la del viejo.

Mientras la enfermera calibraba el equipo yo me afanaba en mantener al viejo sobre la camilla, se resbalaría e iría al suelo sino me andaba con cuidado, la rubia despampanante era una pesada, todo el tiempo quejándose de la peste a grajo del sobaco adyacente a su delicada manita blanca.

Para hacer honor a la verdad lo que emanaba de la axila del hermano era retama de guayacol, pero él era el más tranquilo. Estaba sedado y el machetazo que tenía no era jamón. Le habíamos dado 25 puntos.

Cuando ya teníamos todo listo: BUM, se abrió de sopetón la puerta de aquella caverna. Era el director del policlínico en uno de sus recorridos sorpresas que de vez en cuando hacía para ver cómo iban las cosas. La escena era digna de una película de los hermanos Max.

Menos mal que todos estábamos vestidos y el esposo de la rubia era testigo de nuestra buena voluntad. Él junto a ella le transmitía serenidad: “Mi vida, estate tranquilita, aguanta un poquito, el médico está haciendo todo esto porque no le queda otro remedio… Estate tranquilita, anda… Queda poquitico para terminar…”

Desde aquél aciago día conseguí que me dejaran sólo dos placas radiográficas.

El director del policlínico elogió mi buen hacer, mi denuedo, poniéndome de ejemplo ante una masa incrédula de compañeros de trabajo. Nadie daba crédito a mis recursos, a mi imaginación para salir del bache.

Me gané unos cuantos enemigos, ¿por qué? Yo sólo quería hacer el bien, ¿no creen?

* Para los curiosos: la rubia no tenía el escafoides fracturado, pero para asegurarme le mandé a repetir la placa en quince días, no sin antes inmovilizarle la mano. El viejo fue remitido a la Dependiente con el diagnóstico exacto de dónde se hallaba alojada la bala y el negro tenía fracturada la clavícula, por lo cual también le remití para que lo viesen los ortopédicos. Los dos fueron con otros cinco en una ambulancia que para ahorrar combustible trasladaba a los enfermos en grupo. El chofer del carromato sanitario tenía tanta imaginación como la mía para convoyar su carga. (Cortesía de Cuba Matinal de España) FOTOS CORTESÍA DE "THE REAL CUBA", EL MEJOR SITIO EN INTERNET EN INGLÉS, SOBRE CUBA,

VIDEO della cacciata dei chavisti dall'universita' URBE

Ramiro Valdés advierte a la disidencia y a EE UU que 'no se hagan ilusiones' en ausencia de Castro - cubaencuentro

Ramiro Valdés advierte a la disidencia y a EE UU que 'no se hagan ilusiones' en ausencia de Castro - Artículos y noticias de Cuba: